Traduzione di un testo letterario

 Categoria: Traduzione letteraria

“In quale misura la traduzione letteraria è una traduzione culturale o linguistica?” L’esempio di Pasolini, “Ragazzi di vita”.

La traduzione di un testo letterario, che cosa la differenzia dagli altri testi? Cos’è tradurre un testo letterario? È tradurre una parola dopo l’altra? È tradurre un messaggio nella sua globalità? Perché questo tipo di traduzione è così complessa ed implica molte riflessioni teoriche?

È capitato a tutti di leggere un’opera tradotta pensando che se l’avessimo letto in lingua originale l’avremmo apprezzato meglio. Sarà vero? Niente vale l’originale? Un romanzo o una poesia tradotti hanno un valore inferiore? In questo caso, perché continuare a tradurre?

Sappiamo che la traduzione di un’opera letteraria è un contributo significativo per il mondo artistico.

Senza traduzione, saremmo solamente dei lettori incongrui, ignoranti. Senza traduzione letteraria saremmo come analfabeti. Svolge un ruolo fondamentale nella vita di ognuno.
Letteratura e traduzione ci permettono di condividere e di costruire ponti tra comunità straniere. Trasmettono messaggi. Ma per tutti gli uomini? La traduzione riesce a ricostruire la Torre di Babele? Possiamo tradurre tutto? La comunicazione letteraria è universale?

Il testo letterario ha mille interpretazioni.

Un manuale, un articolo di giornale o di un manifesto politico non ha la stessa variabilità interpretativa di un’opera poetica o drammatica. A differenza di testi scientifici o tecnici, il testo letterario è instabile, soggetto a molte interpretazioni, secondo il periodo, i pensieri correnti, le culture e i lettori.

Ogni atto linguistico o artistico è determinato in maniera spaziale e temporale. Ogni testo appartiene a un determinato periodo storico che determinerà la sua interpretazione. Pasolini è marxista o pornografo negli anni ’60, rivoluzionario negli anni ’70 e poeta “engagé” e martire nel 2000. Come tradurre un testo che può essere interpretato in modi diversi? In quale maniera può diventare una barriera culturale e linguistica?

Il traduttore è prima di tutto un lettore che interpreta il testo. Leggere Pasolini in Italia e in Francia alla fine degli anni ’50 (la traduzione di Claude Henry nel 1958) non provoca lo stesso impatto come negli anni 2000. Il testo rimane intatto, anche la traduzione francese poiché è l’unica che esiste. Ma questo non significa che nulla sia cambiato. Oggi la lettura di Pasolini non viene interpretata come lo era 50 anni fa.

La seconda parte di questo articolo sarà pubblicata domani.

Autore dell’articolo:
Sabira Kakouch
Dott. Sociolinguistica
Traduttrice FR>IT
Roma