Traduzione di Délires di A. Baillon (2)

 Categoria: Traduzione letteraria

Innanzitutto la ripetizione rientra tra le FIGURE DI COSTRUZIONE ovvero quelle figure retoriche che si riferiscono all’ordine delle parole della frase come anche il climax, l’enumerazione e la paronomasia.
La ripetizione è una figura retorica consistente nella ripresa totale o parziale (detta anche imperfetta) di un unico termine, di un sintagma, di una proposizione, di una frase o di un gruppo di frasi. La ripetizione permette di arrestare la corrente della narrazione e concede il tempo di soffermarsi dal punto di vista emotivo e semantico sul contenuto dell’informazione, che viene appunto enfatizzato mettendone in evidenza determinati particolari importanti per l’autore.

André Baillon fa largo impiego di questa figura retorica che diventa anche espressione della sua malattia, la neurastenia. A tal proposito ricordiamo che il tema della follia e dell’ossessione è sempre presente e vivo nel racconto: per combatterle Baillon si sente obbligato a ricorrere a riti compulsivi, ovvero ad atti formalizzati e ripetitivi con i quali attenua momentaneamente l’angoscia interiore che accompagna l’ossessione. Tutto ciò si esprime nella scrittura attraverso la figura retorica della ripetizione.
Madelaine Frédéricci offre una classificazione esaustiva delle ripetizioni. Secondo l’autrice le ripetizioni possono essere presenti nella stessa frase, nello stesso paragrafo o a distanza di qualche pagina e sono essenzialmente di tre tipi: lessicali, sintattiche e semantiche. Vediamo ora alcuni esempi per ciascun tipo di ripetizione accompagnandoli dalla relativa traduzione:

Le RIPETIZIONI LESSICALI si suddividono a lora volta in:

Ripetizioni lessicali a contatto, quando la ripresa segue immediatamente il termine ripetuto; se il termine viene ripetuto due volte si parla di epanalessi o geminazione come in (1), mentre se viene ripetuto tre volte si parla di epizeusi come in (2):

(1) Chez le commissaire, le commissaire qui […]. (E., p. 101)
Dal commissario, il commissario che […].

(2) Des deux mains, elle retenait sa langue : « Je n’avalerai pas ma salive, je n’avalerai pas ma salive, je n’avalerai pas ma salive. » (M., p. 25)
Con entrambe le mani si teneva la lingua: “Non inghiottirò la saliva, non inghiottirò la saliva, non inghiottirò la saliva.”

Come si può vedere le uniche differenze tra testo originale e testo tradotto stanno nel fatto che in (1) non è stato possibile ripetere il primo articolo determinativo in quanto abbiamo utilizzato una preposizione articolata che lo contiene “dal”, mentre in (2) non abbiamo ripetuto il pronome personale soggetto perché nel testo italiano rimane sottinteso. Nonostante ciò riteniamo di aver salvaguardato la figura retorica creando nel lettore del testo di arrivo lo stesso effetto che Baillon ha voluto creare sui suoi destinatari.

Ripetizioni lessicali pseudo-immediate
, quando gli elementi della ripetizione sono separati da un segno interpuntivo. La frase inizierà quindi con l’ultimo elemento della frase precedente. In questo caso si può parlare anche di anadiplosi, che a volte ha la funzione di aggiungere un’idea che non è stata detta nella prima frase, dove non avrebbe prodotto lo stesso effetto:

(3) Il se réserva pour le samedi. Le samedi, il rencontrait d’autres amis chez l’Ami. (M., p. 49)
Si riservò per il sabato. Di sabato, incontrava altri amici a casa dell’Amico.

Anche in (3) abbiamo trasformato la ripetizione totale in una ripetizione imperfetta in quanto abbiamo dovuto sostituire l’articolo determinativo con una preposizione.

Il tema trattato verrà approfondito nella terza parte che sarà pubblicata domani e in quelle dei giorni successivi.

Autore dell’articolo:
Daniela Perricci
Traduttrice FR-DE>IT
Cappella Maggiore (TV)