Sherlock Holmes: traduzioni e tradimenti

 Categoria: Traduzione letteraria

Alcuni anni fa ho avuto l’incarico di tradurre per Faligi Editore – in un’ennesima versione italiana – il celeberrimo romanzo di Conan Doyle The hound of the Baskervilles (tralascio la traduzione del titolo, la cui infinita querelle non è l’oggetto di questo articolo). Il breve brano che porto qui alla vostra attenzione si colloca alla fine della narrazione, nel classico momento della ricapitolazione che Sherlock Holmes è solito offrire a beneficio del suo fido collaboratore Watson (ma soprattutto dei lettori), al calduccio del suo appartamento di Baker Street e in compagnia della sua inseparabile pipa.

Holmes sta rievocando il momento clue della vicenda, quando il nostro si trova costretto, per catturare l’inafferrabile seppure già smascherato assassino (il cui nome ho sostituito nel brano riportato qui sotto con una X a beneficio di chi non avesse ancora letto questo capolavoro) a tendergli una trappola usando come esca l’ignaro baronetto Sir Henry. Il punto è, come viene specificato nelle tre righe che seguono, che il costo pagato per riuscire nell’intento è stato di sottoporre il nobile nipote nonché erede del defunto lord Baskerville a un grave shock, per il fatto di averlo esposto, come vedremo, sia a un certo rischio, anche se calcolato, e soprattutto a uno spavento non facilmente prevedibile.

There seemed to be no alternative but to catch him red-handed, and to do so we had to use Sir Henry, alone and apparently unprotected, as a bait. We did so, and at the cost of a severe shock to our client we succeeded in completing our case and driving X to his destruction.

In questa manciata di parole, come si può notare, vi sono due casi interessanti dal punto di vista traduttivo, vale a dire  red-handed e driving X to his destruction. Nel primo appare pressoché impossibile una resa perfetta dell’originale, in quanto non esiste un’espressione italiana accettabile che dia conto delle “mani insanguinate”. Nella scelta della traduzione mi sarebbe piaciuto rendere con “coglierlo con le mani nel sacco” ma l’ho scartata perché più tipica di un furto che di un omicidio, e alla fine ho optato per “in flagrante”, più neutra e direi sostanzialmente corretta anche se inevitabilmente impoverita della sua originale connotazione e ricchezza espressiva.

Per quanto riguarda invece la seconda espressione, preso atto che il termine inglese destruction ha un’area semantica non del tutto coincidente con l’italiano distruzione, pur derivando dalla medesima radice latina, e che in ogni caso, la possibile traduzione “mandare in rovina X” mi pareva del tutto insoddisfacente e soprattutto inadeguata al contesto (qui si tratta di catturare un assassino e non di neutralizzare uno speculatore o sconfiggere un industriale rivale) ho optato per un’espressione più consona a un romanzo d’avventura  (gialla oppure no), e cioè “risolvere il caso e chiudere la partita con X”.

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Autore dell’articolo:
Enrico Petrella
Laurea in Lingue – Spagnolo e Inglese
Traduttore sp/en/fr>it
Torino