Sherlock Holmes: traduzioni e tradimenti (4)

 Categoria: Traduzione letteraria

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Innanzitutto osserviamo che, mentre il termine inglese reproach può essere tranquillamente considerato equivalente all’italiano rimprovero – e in ogni caso nel presente contesto tale equivalenza sussiste – viceversa non è affatto vero, tanto in inglese che in italiano, che  “rimproverarsi qualcosa” sia equivalente a “commettere un errore”.

In secondo luogo, se abbiamo letto attentamente il passo, ci è ben chiaro che il fatto di allestire la trappola usando come esca il baronetto non era considerato un errore da Sherlock Holmes, bensì, al contrario, una decisione assolutamente necessaria e vitale per l’indagine. Pertanto, una simile traduzione non è autorizzata né dalla semantica né dal contesto specifico. L’aggiunta dell’aggettivo “grande” a “errore” non fa che enfatizzare, appunto, il misunderstanding del traduttore.

La seconda traduzione, “imperdonabilmente imprudente” va ancora oltre in questa incomprensione del passo, e a parte lo sforamento di coerenza semantica con l’originale, c’è un ulteriore errore di attenzione al contesto: infatti abbiamo ben letto che il medico e lo specialista hanno assicurato che lo shock del baronetto è soltanto temporaneo. Dunque non è accaduto nulla di irreparabile, non c’è nulla da farsi perdonare, tant’è che, appena dopo l’aggressione del cane, Sir Henry non si mostra affatto arrabbiato con Holmes, e anzi si affretta a ringraziarlo per avergli salvato la vita.

Ma in tutto ciò, a mio parere, in entrambi i casi c’è un tradimento del testo che va oltre la dimensione testuale specifica di The Hound of the Baskervilles per andare a collocarsi a un livello intertestuale riferito alle opere di Conan Doyle con protagonista Sherlock Holmes.

Chi conosce il personaggio sa che il nostro investigatore è un individuo dall’acuta consapevolezza delle proprie straordinarie capacità, dalla marcata – e certamente giustificata – autostima; e se è vero che la sua lucidità e obiettività gli permette di riconoscere, talvolta, qualche punto debole, qualche momento di difficoltà, qualche piccola smagliatura nelle proprie indagini, si tratta sempre di ammissioni a ragion veduta e riferite a situazioni ben precise, e di solito, particolarmente gravi,

e nel caso qui esaminato necessità investigative, rischi calcolati, eventi imprevedibili e risultato finale sono soppesati quasi con il bilancino, e lasciano poco spazio a interpretazioni soggettive ed emotive. È pur vero che un traduttore non è obbligato ad aver letto tutte le opere di un autore che sta traducendo, ma, proprio in quel caso occorre essere ancora più cauti e attenersi al testo, perché altrimenti si rischia di deformare non soltanto la porzione di un testo, ma addirittura la psicologia di un personaggio – in questo caso un’icona della letteratura gialla. Per questo motivo trovo che sia stato “imperdonabilmente imprudente” far dire a Holmes di aver commesso “un grande errore”, e viceversa, reputo un “grande errore” fargli dire che ha confessato di aver avuto un comportamento “imperdonabilmente imprudente”.

Autore dell’articolo:
Enrico Petrella
Laurea in Lingue – Spagnolo e Inglese
Traduttore sp/en/fr>it
Torino