Sherlock Holmes: traduzioni e tradimenti (2)

 Categoria: Traduzione letteraria

< Prima parte di questo articolo

Ma procediamo: Sherlock fa una rara ammissione riguardo alla propria conduzione del caso, e cioè rimprovera a se stesso di aver esposto a un notevole rischio e a un altrettanto notevole spavento – che poi andremo a spiegare meglio nei dettagli – il proprio cliente. Tuttavia, precisa che occorre tenere in considerazione due fatti: il primo, che non c’era modo di prevedere né la cortina di nebbia che sarebbe rapidamente calata sulla scena spettrale della brughiera, né l’aspetto particolarmente terrificante del cane. Il secondo, che il dottor Mortimer e lo specialista hanno assicurato che lo shock subito dal baronetto sarà temporaneo, dunque il danno non è irreparabile:

That Sir Henry should have been exposed to this is, I must confess, a reproach to my management of the case, but we had no means of foreseeing the terrible and paralyzing spectacle which the beast presented, nor could we predict the fog which enabled him to burst upon us at such short notice. We succeeded in our object at a cost which both the specialist and Dr. Mortimer assure me will be a temporary one.

Si noti come l’originale inglese associ come predicato del complemento cost l’aggetivo temporary, laddove in italiano non è accettabile dire che “il costo sarà temporaneo” poiché in realtà è lo shock (che non viene neppure menzionato esplicitamente nella frase) ad esserlo, tuttavia con una proprietà transitiva diciamo implicita l’inglese ammette l’equivalenza cost=shockàtemporary.

Ma torniamo nell’inquietante scenario della brughiera del Devonshire: Sherlock Holmes, in compagnia di Watson e del poliziotto Lestrade, si erano appostati ai bordi di un solitario sentiero lungo il quale, a momenti, avrebbe dovuto comparire prima l’ignaro baronetto e poi il fantomatico “mastino” (o quale altra razza di cane in lingua italiana lascio decidere al lettore) sguinzagliato al suo inseguimento.

Purtroppo però, essendo calata nel giro di pochi minuti una spessa coltre di nebbia, Holmes e i suoi compagni non erano in grado avvistare in tempo l’arrivo del cane, e non avendolo mai visto in precedenza, non potevano sapere quanto terrificante fosse il suo aspetto. Cosicché la bestia, fuoriuscita all’improvviso dalla nebbia come un orribile fantasma, riesce a saltare addosso al povero sir Henry – senza in realtà riuscire a nuocergli – prima di essere neutralizzata da Holmes e i suoi compagni. Sir Henry resta comprensibilmente traumatizzato, tuttavia, come ha assicurato sia il medico sia lo specialista, si riprenderà presto, e gli è stato prescritto un bel viaggio come la migliore medicina. Del resto non c’era altra scelta: il nostro investigatore ce lo ha assicurato. Per non correre il rischio di tradirsi, il baronetto doveva fare da esca senza sapere nulla del piano, e agire – inconsapevolmente – in modo da farsi sguinzagliare dietro il terribile cane. E se l’assassino non fosse stato catturato, i rischi sarebbero stati ben maggiori sia per Sir Henry che per tutti gli altri.

Terza parte di questo articolo >

Autore dell’articolo:
Enrico Petrella
Laurea in Lingue – Spagnolo e Inglese
Traduttore sp/en/fr>it
Torino