Perché la traduzione è importante (9)

 Categoria: Traduzione letteraria

< Ottava parte di questo articolo

L’impatto del tipo di scoperta artistica che la traduzione abilita è profondamente importante per la salute e la vitalità di qualsiasi lingua e qualsiasi letteratura. Potrebbe essere una delle ragioni per cui le storie delle letterature nazionali sembrano così spesso escludere connessioni estremamente significative tra scrittori. “Letteratura nazionale” è un concetto limitato, confinante, basato sulla distinzione tra nativo e straniero, che è certamente una valida e utile differenziazione in alcune aree e in alcune circostanze, ma per iscritto si è ovviati dalla traduzione, che si dedica a negare e negare l’impatto della punizione divina per la costruzione della Torre di Babele, o perlomeno superare i suoi peggiori effetti controversi.

La traduzione asserisce la possibilità di una esperienza di letteratura coerente, unificata nella moltitudine di lingue del mondo. Allo stesso tempo, la traduzione celebra le differenze tra le lingue e le molte varietà dell’esperienza umana e della percezione che possono esprimere. Io non credo che questa sia una contraddizione. Piuttosto, testimonia l’abbraccio omnicomprensivo e aperto a tutti di letteratura e traduzione.

Un esempio tra molti degli scambi proficui tra le lingue portati dalla traduzione è l’ininterrotta connessione tra William Faulkner e Gabriel García Márquez. Quando era un giovane uomo, García Márquez aveva un insaziabile appetito per il romanzo di Faulkner e ha divorato i suoi romanzi in traduzioni spagnole, insieme ai libri di molti altri autori che scrivono in altre lingue. Nel corso degli anni ha parlato spesso di Faulkner come suo autore preferito di lingua inglese, il soggetto di una lunga conversazione tra il colombiano e l’ex presidente Bill Clinton (che ha sostenuto che One Hundred Years of Solitude {Cent’anni di solitudine} è stato il più grande romanzo degli ultimi cinquant’anni e lo ha chiamato il suo lavoro preferito di narrativa) ad una cena inerente a Martha Vieneyard a casa di William Styron nell’estate del 1995. Anche Carlos Fuentes era presente, e quando ha detto che il suo libro preferito era Absalom, Absalom, Clinton si è alzato in piedi e ha recitato a memoria parte del monologo di Benjy da The Sound and the Fury (Il suono e la furia). In Living to Tell the Tale (Vivere per raccontare una storia), la lettura di García Márquez di Light in August (Luce in agosto) corre come un filo conduttore attraverso la sua narrativa del viaggio che fa con sua madre per vendere la casa di famiglia in Aracataca: “Ho appena letto, in traduzione, e in edizioni prese in prestito, tutti i libri da cui avrei avuto bisogno di imparare il mestiere dello scrittore. . . .

Decima parte di questo articolo >

Fonte: Articolo scritto da Edith Grossman e pubblicato nell’aprile 2010 su WordsWithoutBorders, magazine online per la letteratura internazionale

Traduzione a cura di:
Sara Brambilla
Dott.ssa in Scienze Linguistiche Straniere e Letterature Straniere (Mediazione Linguistica)
Traduttrice: En/Es>It – It>En/Es
Cesano Maderno