Perché la traduzione è importante (12)

 Categoria: Traduzione letteraria

< Undicesima parte di questo articolo

Il processo innovativo di scoperta che ha permesso ai maggiori scrittori di flettere i muscoli d’autore al di là delle limitazioni di una singola lingua e di una singola tradizione letteraria non sarebbe stato possibile senza l’accesso a libri tradotti. La traduzione è, infatti, una potente, pervasiva forza che amplia e intensifica la percezione di stile, tecnica, e struttura dello scrittore permettendo a lui o a lei di inserire mondi letterari non necessariamente trovati in una tradizione nazionale o linguistica. Ben al di là delle ansie di influenza essenzialmente nocive, gli scrittori imparano il loro mestiere da un altro, così come fanno pittori e musicisti. I giorni di apprendistato diretto sono finiti, per la maggior parte, eccetto, naturalmente, in ambientazioni formali, accademiche (programmi di scrittura creativa, corsi di studio, studi di conservatorio, per esempio), ma gli artisti possono trovare mentori in altri modi.

Più i libri da molti posti sono a disposizione di autori alle prime armi, maggiore è il flusso potenziale di influenza creativa, più è irresistibile la scintilla che accende le immaginazioni letterarie. La traduzione gioca una parte inimitabile, essenziale nell’espansione di orizzonti letterari attraverso la fecondazione multilingue. Una comunità universale di scrittori sarebbe inconcepibile senza questo.

Goethe credeva che una letteratura esaurisca se stessa e le sue risorse diventano corrotte se si chiude alle influenze e ai contributi di altre letterature. Non solo la letteratura ma il linguaggio stesso prospera quando crea connessioni con altre lingue. Il risultato dell’infusione linguistica dei nuovi mezzi di espressione è un’espansione del vocabolario, potenzialità evocativa, e sperimentazione strutturale. In altre parole, l’ampliamento degli orizzonti che presuppone la traduzione non colpisce solo i lettori, i relatori, e gli scrittori di una lingua, ma la vera natura del linguaggio stesso. Quanto più il linguaggio abbraccia infusioni e trasfusioni di nuovi elementi e giri stranieri di frasi, più largo, più forzato, e più flessibile diventa come mezzo espressivo. Che tristezza contemplare gli sforzi dei governi che non sanno nulla e dei movimenti sociali di esclusione per inventare prima e favorire poi la mitica “purezza” di una lingua sospendendo l’uso di ogni altra all’interno del territorio nazionale. La lingua che sperano di preservare prima o poi si eroderebbe, consumata e impoverita da una mancanza di accesso a nuovi e inconsueti mezzi di espressione e comunicazione, se non fosse per l’irresistibile, inevitabile ondata di arricchimento interculturale e multilinguistica attraverso il mondo.

Fonte: Articolo scritto da Edith Grossman e pubblicato nell’aprile 2010 su WordsWithoutBorders, magazine online per la letteratura internazionale

Traduzione a cura di:
Sara Brambilla
Dott.ssa in Scienze Linguistiche Straniere e Letterature Straniere (Mediazione Linguistica)
Traduttrice: En/Es>It – It>En/Es
Cesano Maderno