La sfida di tradurre García Márquez (5)

 Categoria: Traduzione letteraria

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Solo in seguito a un provvidenziale incontro a Parigi con uno scrittore giapponese, García Márquez si tranquillizzerà sulla possibilità di poter trasporre in modo fedele la sua opera a lingue per lui del tutto ignote. Quello scrittore, infatti, che aveva letto “Cent’anni di solitudine” in giapponese, in una versione fatta a partire in modo congiunto dalle versioni inglese e francese, gli parlò per due lunghe ore del romanzo, con una tale proprietà, in modo talmente dettagliato e introspettivo, e con tanto entusiasmo, che Gabo si convinse della enorme capacità del suo traduttore – o della sua traduttrice – al giapponese. “Da quel momento smisi di preoccuparmi per questo, mi rallegrai e ora sono totalmente sicuro che ciò che i miei lettori leggono in altre lingue è proprio il libro che ho scritto”.

Il suo grande rispetto e la sua ammirazione per il lavoro del traduttore rimase inciso con lettere indelebili (almeno per i praticanti di tale mestiere), in un articolo intitolato: “I poveri bravi traduttori”, apparso nel luglio del 1982 sul quotidiano madrileno “ElPaís”. “Qualcuno ha detto che tradurre è la miglior maniera di leggere. Io penso che è anche la più difficile, la più ingrata e la meno pagata”; così iniziava il testo, per poi passare a elogiare i grandi traduttori di tutti i tempi e di tutte le lingue, i cui apporti personali a ciascuna opera tradotta raramente vengono esplicitati, mentre si tende a ingigantire le sviste o le imprecisioni.

Alla fine dell’articolo confessava, inoltre, che da molto tempo stava traducendo – assai lentamente, goccia a goccia – i Canti di Giacomo Leopardi, però che lo faceva di nascosto e pienamente consapevole che “non sarà questa la via della gloria né per me né per Leopardi. Lo considero uno di quei passatempi simili alle abluzioni che i padri gesuiti chiamavano piaceri solitari. Però il solo fatto di averci provato mi è bastato a capire quanto sia difficile, e quanta abnegazione richiederebbe, tentare di contendere il pane ai traduttori professionisti”.

Fonte: Articolo scritto da Juan Fernando Merino e pubblicato il 12 aprile 2015 su El Pais.com.co.

Traduzione a cura di:
Miriam Mezzera
Bogotà (Colombia)