Gli autori e i loro traduttori

 Categoria: Traduzione letteraria

La letteratura non potrebbe esistere senza la traduzione. O meglio, potrebbe esistere ma si limiterebbe alla diffusione a livello nazionale e non potrebbe raggiungere le masse. Questo è tanto più vero quanto la lingua utilizzata dallo scrittore è scarsamente diffusa, come ad esempio il ceco e l’albanese. Anche il tedesco, seppur parlato da circa 100 milioni di persone, almeno da un punto di vista letterario, rientra tra le lingue “minoritarie” poiché viene parlato solo in Germania, in Austria e in poche altre zone, quasi tutte del vecchio continente.

Gli autori che scrivono in lingue minoritarie sanno bene che il loro successo dipende in gran parte dalle traduzioni delle loro opere e pertanto alcuni di loro si preoccupano di seguire il processo di traduzione in modo speciale.
Günter Grass ad esempio, ogni volta che scrive un libro, si riunisce coi suoi traduttori e spiega loro tutto ciò che ritiene necessario per una miglior comprensione del testo. Ismail Kadaré segue da vicino il percorso dei suoi traduttori e dà loro frequenti suggerimenti. Milán Kundera, a un certo punto della sua vita, stanco di assistere impassibile ai disastri che alcuni traduttori combinavano con le traduzioni delle sue opere, decise di occuparsene personalmente.

Egli conosceva benissimo la lingua francese. Arrivò ad identificarsi talmente tanto con essa che, mentre scriveva “L’insostenibile leggerezza dell’essere” pensava più al suo traduttore francese che ai suoi lettori cechi. Seguì così da vicino il processo di traduzione che finì per non trovare differenza alcuna tra l’originale e la versione tradotta. Permise persino che in qualche lingua l’opera venisse tradotta a partire dalla versione in francese.