Donne e conquista di potere traduttivo (2)

 Categoria: Traduzione letteraria

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Un traduttore condivide con Sanjaya l’ansia di riportare attraverso un linguaggio articolato quello a cui lei ha assistito, rimanendo al contempo entro i confini limitanti del testo fonte, senza sovrainterpretare né sottostimare quel che ha visto, letto e compreso. Benché fuori dal campo della creatività (nell’esempio, la creatività poetica), la sua vista interiore dovrebbe concederle il privilegio di vedere oltre i significati di superficie, nonché percepire il processo creativo alle spalle del testo fonte. Lei si trova anche all’interno del processo di comprensione di tale testo e ne interiorizza il campo. Insiste nel raccontare con esattezza senza discutere sulle azioni giuste e ingiuste degli uomini. Ogni violazione darebbe adito a rimproveri con un grido di adharma (atteggiamento iniquo e immorale) da parte del cieco Dhritarashtra – o del lettore – che non ha accesso alla Guerra di Kurukshetra, né al testo fonte, dunque è cieco. Pertanto, deve badare bene a come muoversi. Malgrado questo limite alla prospettiva visiva (di Sanjaya), e la sua distanza dal campo d’azione, emerge il testo tradotto, dato che la capacità di Dhritarashtra (il lettore) di vedere con gli occhi della mente è sconfinata. Le immagini alle quali è negato l’accesso, lui è obbligato a vederle con la mente. Sanjaya, il traduttore, con la sua vista estesa tende a proiettare l’azione in svolgimento: Maharaj, presta bene ascolto a tutto ciò che vedo (Bhattacharya 1992: 281-282)

Guerra e conquista di potere delle donne
Fra le tante questioni spesso dibattute riguardo l’opera letteraria delle donne, una è proprio l’identità di genere delle traduzioni. Nella politica della traduzione non sorprende affatto che un argomento simile richiami una risposta altrettanto di genere. Se una donna dovesse crearsi un suo spazio dentro e fuori le linee di confine della sua lingua fonte, il che equivarrebbe a conferire alla sua opera scritta presenza e legittimità pubblica, trovare un traduttore nelle tendenze dominanti sarebbe impegnativo, quanto trovare riconoscimento. Pertanto, il più delle volte, le donne traducono allo scopo di ritagliare un po’ di spazio per le scrittrici fuori dalle tendenze dominanti, che sono per lo più maschili, (lingua fonte 2) nonché per consentire loro di arrivare al pubblico dei lettori globali. Coinvolgendo l’attenzione globale, il lungo poema narrativo War, a Heart’s Ravage di Seela Subhadra Devi, scritto in lingua telugu, genera la confluenza di tre voci – tutte femminili. A osservare la situazione politico-religiosa mondiale del dopo 11 settembre contestualmente alla guerra afgana, è una poetessa, una donna dunque, che riporta la sua reazione di madre, quando

La scena del collasso di enormi strutture realizzate dall’uomo
indugia ancora da capo sull’iride dell’occhio.

(Jayalakshmi e Rao 2003: 31)

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Fonte Articolo scritto da P. Jayalakshm e pubblicato sul sito Translation Today

Traduzione a cura di:
Elena Papaleo
Traduttrice letteraria e saggistica DE, EN > IT
Pisa