Una vita da traduttore

 Categoria: Traduttori freelance

È ormai da anni che mi trovo a  dover spiegare di cosa mi occupo… <<Cosa vuoi fare da grande?>>mi chiedevano, quelli che agli occhi di una bambina erano più che adulti, <<la traduttrice!>> Rispondevo con voce carica di orgoglio, e puntualmente  la contro risposta era  <<no nel tempo libero, ma per vivere! Allora, cosa vuoi fare da grande?>> .

Ricordo ancora il mio primo giorno di università, il discorso di benvenuto tenuto dal preside della facoltà, quando ci guardò con occhi pieni di compassione, la sua voce risuonava nei microfoni: <<Non pensavo ci fossero ancora giovani così tanto coraggiosi… Far capire la nostra e la vostra futura professione sarà ancora più difficile che tradurre un testo in aramaico!>>. Pensai che stesse solo esagerando, sperando che quel discorso fosse solo un modo “simpatico” per accogliere giovani matricole imbranate.  Mi affrettai a prendere gli orari delle lezione e a tuffarmi in quella nuova ed affascinante avventura che era il mondo della traduzione, delle lingue e delle nuove culture.

Quella vita, bella e affascinante lo era per davvero,  la vita da studentessa di traduzione, leggere libri, analizzare traduzioni, la traduttologia, l’interpretariato, i seminari e i continui viaggi all’estero… quella sì che era una bella vita! In quella campana di vetro non avevi bisogno di spiegare perché volevi fare il traduttore o soprattutto cosa fa un traduttore. Ricordo ancora quando mi fu affidata la mia prima traduzione, era per un’esercitazione. Il nostro professore era un pezzo grosso in questo mondo, un uomo che godeva di grande stima, io mi sentivo così orgogliosa quando i miei amici mi chiamavano per uscire ed io rispondevo : << Mi dispiace, non posso! Ho una traduzione da consegnare!>>; loro capivano cosa significava e mi auguravano addirittura buon lavoro.

L’università finì, come ogni cosa bella, e lì iniziò il vero divertimento. Iniziò la gavetta, le traduzioni riparatorie di quelli che si affidavano a Google Translate,  far capire ai miei primi clienti che un traduttore automatico non può certo sostituire una mente, una conoscenza, anni di studio e soldi investiti in specializzazioni all’estero. È stata sicuramente una bella sfida.

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Autrice dell’articolo:
Valentina Mignone
Traduttrice ES<>IT
Napoli