Una buona traduzione

 Categoria: Traduttori freelance

Fare una buona traduzione non significa semplicemente tradurre “parola per parola”: se fosse così semplice basterebbe affidarsi ad un traduttore online ed il gioco sarebbe fatto. Ci avete mai provato? Il risultato è tanto veloce, quanto… incomprensibile.

Il mio primo capoufficio aveva l’abitudine di dire ai clienti di lingua anglofona: “We will do the bridge”; è vero che “bridge” significa ponte, ma non nel senso che intendeva lui, non per spiegare che gli uffici sarebbero stati chiusi più giorni in occasione della festività di turno. Molti di noi sono convinti di saper parlare bene un’altra lingua, questo vale soprattutto per l’inglese, perché lo hanno studiato a scuola, hanno frequentato qualche corso e soprattutto si sono esibiti con il loro migliore inglese durante le vacanze estive, nel tentativo di “attaccare bottone” con il vicino di ombrellone in spiaggia. Eppure pare che a livello europeo siamo tra i più scarsi in fatto di conoscenza linguistica. Non parliamo poi di effettiva padronanza linguistica.

Il compito di un traduttore, nonché la sua principale soddisfazione, è quella di consentire a chiunque di leggere e assaporare le idee altrui, anche quando sono espresse in una lingua diversa e sconosciuta, di agire da tramite tra il lettore e l’autore rendendo il suo pensiero accessibile a tutti. Per capire un testo straniero non basta solo tradurre quell’insieme di parole, ma è importante comprendere il significato globale del discorso, le sfumature di significato e soprattutto, secondo me, avere la capacità e la sensibilità di trovare la parola che meglio rappresenta, nella propria lingua madre, ciò che voleva esprimere l’autore nel testo originario.
Quanto sopra a livello macroscopico: è evidente poi che bisogna capire le singole parole, sapendo che sovente ci si può trovare di fronte a neologismi, a espressioni dialettali, allo slang giovanile o a termini tecnici e chissà cos’altro. In questi casi arrivano in aiuto i dizionari tecnici, la propria esperienza di traduttore e interprete e, perché no, anche l’umiltà di chiedere, quando è possibile, delucidazioni a chi ha scritto il testo.

Infine, ciliegina sulla torta, è fondamentale conoscere bene la propria lingua, padroneggiarla, oserei perfino dire amarla, al punto da rendere quanto scritto in lingua originale nel modo più armonioso ed elegante possibile. Insomma… conoscere altre lingue offre la possibilità di entrare in contatto con popoli diversi da noi, con la loro cultura, il loro modo unico di ragionare e di approcciarsi alle cose, consente di viaggiare autonomamente visitando anche luoghi lontani dai soliti circuiti turistici, di stringere nuovi rapporti di amicizia, di fare esperienze di studio o lavoro all’estero e, cosa più importante, di aprire i propri confini!

Autore dell’articolo:
Elena Mancardi
Traduttrice FR-EN>IT
Borgo San Dalmazzo