Se traduco mi diverto

 Categoria: Traduttori freelance

La traduzione nella mia vita ha radici ben profonde. Da ragazzina, nel paesino dove sono nata in Brasile poche anime addormentate, spesso e volentieri mi trovavo a discutere con le persone per il mio modo di ragionare troppo DIVERSO. Non riuscivo a farmi capire! Allora pensavo, nell’innocenza dei miei 12-13 anni: “Possibile che non ci sia nessuno che possa tradurre quello che voglio dire?”. Bene, di anni ne sono passati e la traduzione è diventata per me un divertimento.

Ascoltando le canzoni in inglese mi dilettavo ad inventare dei testi in portoghese specialmente per quei brani che mi piacevano tanto, anche se non capivo il significato. Una in particolare mi faceva impazzire, era romantica (nella mia immaginazione) cosi creai una versione romanticissima in portoghese. La canzone era Hotel California. Che delusione dopo aver letto la traduzione ufficiale!
Poi vennero le canzoni in italiano: Champagne, Non ho l’età, Canzone per te… colpo di fulmine, amore a prima vista, non saprei come definire la sensazione nell’ascoltare quei brani. Decisi allora di frequentare un corso di lingua italiana e mai e poi mai avrei immaginato che avrei sposato un italiano e che sarei venuta a vivere in Italia.

Dei testi delle canzoni (ahimè) non me ne occupo più. Sono passati tanti anni da quando ho lasciato il mio Brasile, ma fare la traduzione di romanzi, favole per bambini, pubblicità, etc.,
era un modo di rimanere attaccata alle mie origini. Lo facevo per gioco, ora lo faccio seriamente.
Ed è ancora più divertente.

Autore dell’articolo:
Lùcia Maria Martins Araùjo
Traduttrice/Interprete free lance Madre lingua PT<>IT
Corato (BA)