Perché ti assumono. Perché no. Cosa fare (2)

 Categoria: Traduttori freelance

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Trovo estremamente interessante il fatto che i clienti siano invece piuttosto bravi a spiegare perché non hanno assunto quella persona.
“Troppo insistente. Irritante. Ci ha messo tropo a richiamarmi. Era dannatamente arrogante. Mi faceva sentire un cretino. Sembrava non ascoltarmi. Non riuscivo più a sbarazzarmene. Non faceva altro che parlare di come ha lavorato e di quanto è stato pagato. Come prima cosa ha parlato di soldi.”
Un conoscente mi ha fatto notare che effettivamente le dinamiche sono simili a quelle di quando si ha un appuntamento galante: c’è una scintilla. Oppure no. Non si può sempre spiegare. A volte, semplicemente c’è un’immediata repulsione. Anche qui, difficile da spiegare il perché.
Lo so. Sembra tutto così nebuloso, capriccioso, imprevedibile e ingiusto. E così è.
I freelance che lavorano in settori più tecnici,  dove le qualifiche contano eccome, sono disgustati da tutto ciò.  Incominciano a brontolare “ E allora i miei studi? La mia esperienza, la mia competenza e la mia professionalità dove vanno a finire? Cos’è questo, un concorso di popolarità?”.

Per quel che ho visto, le vostre spettacolari qualifiche e i risultati ottenuti lavorando sodo potranno farvi ottenere una telefonata. Ma non per forza vi porteranno un lavoro, o una collaborazione seria e duratura.
La prima decisione del cliente è data dall’istinto. Le “storielle” raccontate nel vostro CV, verranno unicamente utilizzate per giustificare la loro scelta in un momento successivo. Sensazioni prima, fatti dopo.
Se quella responsabile marketing non ci azzecca con me per un qualche motivo, del fatto che io abbia lavorato impeccabilmente su 2.861 progetti, non le frega un fico secco.
E non le importa nemmeno se qualcun altro pensa che io sia intelligente.
I freelance che nella vita sono estroversi e socievoli pensano che questo basti. Pensano che automaticamente anche gli altri devono trovarli interessanti.

Quindi cosa fare? Quello che possiamo fare è diversificarci. Comportarci come se, per il nostro cliente,  fossimo qualcuno di estremamente interessante dal punto di vista lavorativo. Qualcuno con cui si può semplicemente collaborare giorno dopo giorno.
Esatto, anche se non abbiamo ricevuto in dono una personalità magnetica e la capacità di attrarre il mondo.
Nell’articolo di domani darò alcuni semplici consigli su come gestire una richiesta da parte di un cliente (ndr).

Fonte: Articolo pubblicato sul blog The Freelancery

Traduzione a cura di:
Martina Rotondi
Inteprete e traduttrice freelance
EN-IT-DE
Graz, Austria