Parliamo del traduttore: ruolo e profilo (2)

 Categoria: Traduttori freelance

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1. Il traduttore è un antropofago?
La teoria dell’antropofagia é una teoria brasiliana interessante, nata da una ricerca di un’ identità nazionale: l’essere brasiliani. Fu lanciata durante la « Semana de arte moderna de 1922 » (11 au 18 febbraio) a San Paolo, da uno scrittore brasiliano, Oswald De Andrade, che pubblicherà in seguito il suo “Manifesto Antropofago” nel 1928, e che secondo Bosi (2011, P.402-407), l’avrebbe scritta in reazione alla cultura europea importata in Brasile. D’altro canto, come contro-reazione, il “Manifesto antropofago” fu tradotto in francese solo nel 1982 da Jacques Thiériot. Di cosa parla allora questa teoria dell’antropofagia? Secondo Zilá Bernd (1995, p. 77-81) nel “Manifesto Antropofago”, il mito Tupi (I tupis sono degli indigeni brasiliani) del suddetto rituale antropofago fu utilizzato come metafora culturale del movimento antropofago, rappresentando cosi il punto culminante dell’inchiesta sull’identità brasiliana.

Si tratta, ci dice la Bernd, di «un ritorno ai momenti inaugurali della nostra storia, al paradiso mitologico dove vivevano i Tupinamba prima dell’arrivo dei portoghesi». In effetti, Leyla Perrone-Moíses affermava già nel 1982 che il desiderio di creare un’arte brasiliana fu orientata piuttosto verso il ritorno alle origini e che gli Indiani divennero un tema d’ispirazione. Bernd aggiunge che, sia nel rituale dei Tupinamba che nelle antropofagie moderne, il divorare non era un atto generalizzato ma praticato a partire da certi precisi criteri di selezione. Come il « selvaggio » che divora il nemico, – ma non uno qualunque: un nemico coraggioso e che si distingue per le sue qualità, spesso dei guerrieri – l’assorbe e lo digerisce per incorporarne le qualità e le virtù, lo scrittore brasiliano si comporterà allo stesso modo rispetto al rituale dell’antropofagia culturale.

Di fronte alla cultura dell’altro, lo scrittore brasiliano avrà lo stesso comportamento: divorare la cultura straniera, assorbirla, digerirla, per restaurare così il proprio patrimonio culturale. «L’atto di divorare proposto dai nuovi Antropofagi doveva rispondere a certi criteri affinché fosse assorbito solo il necessario, affinchè il “divorato” non facesse morire il divoratore per indigestione.»

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Fonte: Articolo scritto da Marie-Hélène Catherine Torres e pubblicato sul numero 227/2012 della rivista on line Traduire

Traduzione a cura di:
Annalisa Trillo
Parigi (Francia)