Legame fra testo di partenza e di arrivo

 Categoria: Traduttori freelance

Per tradurre è necessario mettersi nella condizione di scegliere il miglior modo per trasferire un significato da una lingua all’altra, un passaggio nel quale occorre negoziare fra due sistemi di pensiero e di esperienza.
Sono convinta che uno degli obiettivi da porsi sia l’eleganza, che anzitutto significa “capacità di scelta”e di ascolto del testo. Eleganza che rende possibile la ricerca delle migliori espressioni disponibili per rendere l’espressività della lingua di partenza, cosa assai complessa nei dialoghi.

Nella traduzione professionale, la specificità di un testo corrisponde al pubblico a cui essa è rivolta e al tipo di messaggio che viene trasmesso. Una traduzione di servizio funziona se trasmette con il più basso rumore di fondo il messaggio iniziale. Al contrario, per la traduzione di un articolo di giornale, ci si può permettere di interferire in maniera lieve per mezzo di adattamenti ed espressioni che la lingua di arrivo impone, realizzando una traduzione che mira alla“comunicazione” e alla “fruibilità immediata”. Infine nella traduzione di un testo di maggiore prestigio, il traduttore è erede delle scelte dello scrittore, quindi ha il compito di rendere le sue intenzioni e la forma alla luce dei vincoli che la lingua di arrivo impone. Tradurre diventa così un doppio esercizio di volontà, ripagato da un lavoro più affine che fedele al testo di partenza: pertanto la lettura può essere agevolata da scelte più vicine alla lingua di arrivo. Bisogna scegliere in che misura sacrificare certe caratteristiche del testo di partenza – come i trattini, o riferimenti che abbiano un significato forte nel testo – che nella resa finale possono mettere in difficoltà il lettore. Ho conosciuto traduttori fieri sostenitori della scelta di non agevolare troppo la lettura scorrevole, per ricreare piuttosto l’effetto che il testo di partenza ricerca. È una rinuncia all’adattamento per onorare la sensibilità della lingua del testo originario.

Esistono quindi molteplici sfumature di posizione verso il testo di arrivo o verso il testo di partenza: può addirittura rivelarsi più creativo imporsi i vincoli che il testo di partenza contiene al suo interno. Non significa soltanto trovare una via di mezzo, ma restituire quel quid quasi invisibile dal quale scaturisce la godibilità della lettura, dando la giusta misura ai dettagli e all’ordito complessivo: si comprende meglio l’idea che tradurre non è né semplice tradire, né una riproduzione gemella e zoppa di un testo, ma la creazione di un figlio maturo e in grado di contenere un significato autonomo, che mantiene però significativi legami con il testo originale.

Autore dell’articolo:
Anna Quatraro
Laurea in Mediazione Linguistica e Culturale,
Master Oblique, redattore editoriale, Roma
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Padova