Lavorare come traduttore in Bulgaria (3)

 Categoria: Traduttori freelance

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C’era una volta ancora…
Verso la metà degli anni 90 già si percepiva “il vento del cambiamento” anche nel settore delle traduzioni in Bulgaria.  Agenzie e uffici di traduzioni ed interpretariato spuntavano come funghi in tutta la città. “Gestori” di ogni genere, con o senza nessun titolo di studio, costituivano società con oggetto sociale le traduzioni e felicemente iniziavano a sfruttare il lavoro degli “sherpa” traduttori, con o senza titoli di studio indispensabili. L’importante era avere le conoscenze giuste e trovarsi nel momento giusto e nel posto giusto.

La dotazione tecnica cambiava volto con l’apparizione dei primi computer personali. Io non osavo toccare il mio primo computer, ma la pressante esigenza di tradurre dal bulgaro all’italiano 80 pagine di programmi di studio di un corso di laurea magistrale dell’Università Tecnica di Varna (Bulgaria) mi costringeva ad assumermi in fretta e furia la padronanza del nuovissimo strumento informatico di lavoro. Fin dalle prime versioni primitive del programma Word, il mio lavoro era stato notevolmente alleggerito e velocizzato. Quanta gioia nel poter creare più varianti del medesimo testo. Non bisognava inoltre cambiare la macchina (in caratteri cirillici o in caratteri latini) – c’era un’unica tastiera (con i due tipi di caratteri in colori diversi).

L’assegnazione degli incarichi continuava ad essere nelle due direzioni (da e verso il bulgaro/l’italiano) e a comprendere un ampio ventaglio di argomenti.  Si osservava un moderato sviluppo del mercato dei libri in generale e dei volumi da consultare in varie occasioni. Non si parlava ancora di campi di specializzazione degli traduttori e degli interpreti, nemmeno di differenziazione delle prestazioni richieste da un professionista in orali e scritte. Si osservava, invece, un notevole aumento dell’entità del lavoro da svolgere, chiaramente dovuto ai cambiamenti politici, all’apertura dell’economia e del mercato bulgari, allo sviluppo dell’industria e del commercio in Bulgaria, all’intensificazione delle relazioni internazionali e dei viaggi dei cittadini bulgari in Europa e altrove, nonché a una serie di fattori di vario genere.

Malgrado la sempre più crescente diffusione dell’uso dei computer, il rituale del percorrere la città ai fini del ritiro o della consegna dei testi da tradurre e di quelli tradotti si ripeteva regolarmente con la conseguente perdita di tempo. L’unico vantaggio di quelle “passeggiate” era l’effetto benefico sulla salute se almeno una parte della strada si faceva a piedi attraversando il parco lungo il litorale del Mar nero.

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Articolo scritto da:
Ina Peeva
Dott.ssa di Ricerca
Varna – Bulgaria