L’amore per le lingue

 Categoria: Traduttori freelance

Fin da piccola mi sono sempre contraddistinta dagli altri bambini perché ascoltavo canzoni inglesi. I miei compagni della Scuola Materna crescevano ascoltando: “ Nella vecchia fattoria” , “Batti batti le manine” e “Ninna nanna ninna oh” mentre io mi svegliavo la mattina con “Ten green bottles”, “ The twelve days of Christmas” e canticchiavo “Twinkle twinkle little star” prima di andare a letto.

Mia madre è di Singapore e quando per la prima volta mi portò a casa sua, dall’altra parte del mondo, ricordo che mi ritrovai circondata da zii che parlavano una lingua a me sconosciuta, che però i miei genitori comprendevano. Ne fui affascinata sin dall’inizio; il poter comunicare utilizzando una lingua diversa dalla mia mi fece subito capire che avrei potuto utilizzarla in altra forma. Decisi quindi di coinvolgere la mia migliore amica, e iniziai con lei a fantasticare sul fatto che potevamo realmente imparare una lingua che nessun altro bambino avrebbe potuto comprendere, una lingua strana, una sorta di codice segreto, perché ormai il trucco dell’alfabeto farfallino l’avevano capito un po’ tutti.

Credo che iniziò così la mia passione per tutto ciò che era diverso dalla mia cultura e dalla mia lingua.
Alle superiori frequentai il liceo scientifico tecnologico, inglese era l’unica materia per la quale non mi agitavo. Mi divertivo alle lezioni e affrontavo verifiche e interrogazioni con la più assoluta tranquillità. Ero la suggeritrice ufficiale durante le verifiche, dato che la mia compagna madrelingua inglese faceva parte di quella categoria che un po’ tutti non sopportano : “ Non lo so! ” diceva sempre, e poi prendeva 9.
Dopo qualche mese ottenni il ruolo di suggeritrice ufficiale della classe, assicurandomi al contempo il banco dove nemmeno Liam Neeson in “Taken” sarebbe riuscito a suggerire: l’angolo dove c’era il cestino, accanto alla lavagna.

Gli anni passavano, collezionavo viaggi in Egitto con la mia famiglia e la passione per l’arabo e per l’egiziano cresceva di anno in anno.
L’amore per la musica e per le lyrics, trasmessami da mio padre, mi era di grande aiuto per migliorare la pronuncia e intanto la mia playlist, giorno dopo giorno assomigliava sempre più a quella di un nativo del Nord Africa.
Poi un bel giorno di quarta liceo arrivò una circolare che spiegava come partecipare a un concorso che premiava i vincitori con una settimana di corso sulle culture e le lingue Europee presso lo IULM.
Vinsi quel concorso e qualche mese più tardi, ero seduta in aula ad ascoltare professoresse inglesi e spagnole.
Fu lì che conobbi il mestiere del Traduttore e dell’ Interprete.

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Autrice dell’articolo:
Tiffany Melocchi
Traduttrice EN-ES>IT
Milano