La traduzione: semplice solo in apparenza!

 Categoria: Traduttori freelance

“Tradurre? E che ci vuole?” potrebbe pensare qualcuno, “Basta avere un’infarinata generale di una lingua ed è un gioco da ragazzi!” Ebbene, questo è un grosso errore! Perché? Per diversi motivi.
Il primo motivo è che la conoscenza della lingua straniera non è che un mattone del muro che bisogna costruire per poter essere bravi traduttori. E, certo, non basta avere un’idea o sapere qualche frase qua e là, ma ci vuole una conoscenza approfondita, un buon vocabolario alla base e le regole grammaticali ben assimilate. Per far questo ci vuole tempo, mesi, anni e anche più.

Un secondo motivo è che chi la pensa come sopra non considera minimamente che la cultura sia un fattore determinante. Questo non è affatto vero. Il background, ovvero il passato, le tradizioni, la cultura di un popolo e, di conseguenza, la sua cultura influenzano il modo di pensare, di ragionare, di capire, di agire e di reagire delle persone. E la lista potrebbe continuare…

Il terzo e ultimo motivo che vogliamo analizzare è che il traduttore in gamba deve dedicare molto tempo al suo lavoro, non pensando che lo possa fare nei ritagli di tempo, come passatempo o distrazione.
Ci vogliono, come per tutti i lavori, costanza, impegno, dedizione e passione. Questo pretende sacrificio, ma si sa, senza di esso non si ottiene nulla.
La nostra lista potrebbe continuare, ma questo è già sicuramente un buon inizio per lavorare come traduttori. Prestate attenzione a questi punti e… buon lavoro a tutti i traduttori, presenti e futuri!

Autore dell’articolo:
Matteo Bernardini
Traduttore EN-RO>IT
Ponsacco (PI)