La traduzione perfetta

 Categoria: Traduttori freelance

Circostanza irripetibile, per un traduttore, quella in cui gli è permesso di adagiarsi nel letto dei suoi pensieri e di esprimerli liberamente senza i vincoli che un testo da tradurre pone.
Questo blog, con i suoi articoli, ci dona la possibilità di sguinzagliarci nell’ambito delle nostre competenze professionali, raccontarci liberamente ed in maniera del tutto personale.
Tanto si è detto e tanto si dice riguardo alla traduzione di testi, alle tecniche e alla storia della traduzione ma il dato certo che emerge è che non possiamo mai avere una traduzione “perfetta”, “ideale” (tranne che per brevi frasi non specifiche della lingua di partenza), cioè un tipo di risposta esatta e unica come si può trovare per un problema matematico o scientifico.
Nonostante sia soggetta a metodi scientifici, come elaborazione di ipotesi, valutazione, raccolta, riesame ed osservazione, la traduzione è ben lontana dall’essere una scienza esatta.

Poiché non esiste né la lingua perfetta né, tantomeno, la traduzione perfetta, il compito del traduttore diventa quello di accompagnare il lettore attraverso il confine tra due mondi e culture diverse, senza illuderlo di trovarsi nel testo originario.
A Umberto Eco va il merito di avere definito in maniera chiara il percorso del traduttore, che è quello di produrre più che la “stessa cosa”, “lo stesso effettoin una lingua o in un linguaggio diverso. Per ottenere questo risultato, il traduttore, consapevole delle differenze esistenti tra la propria cultura e quelle proprie delle lingue che deve tradurre, affronta il vero scopo del suo lavoro, creando un “metatesto”, che rifletta il significato e lo stile del “prototesto” e considerando la possibilità di rinunciare a qualcosa: la traduzione più “fedele” diventa così il risultato di un processo continuo di negoziazione, di un accordo tra gli autori e i testi in cui tutte le parti in gioco escono “con un senso di ragionevole e reciproca soddisfazione sulla base dell’aureo principio per cui non si può avere tutto” (Luciano Minerva).

Alunna diligente di un liceo classico affrontai una delle prime prove di traduzione dal greco all’italiano forse con eccessivo entusiasmo, i caratteri greci della frase da tradurre mi dicevano “Nel vino vi è il vero“, apparentemente questa frase mi sembrava non comunicasse molto, mi ci volle un po’ di coraggio per concludere, in questa mia traduzione dal greco all’italiano, che “In vino veritas”.

Autore dell’articolo:
Caterina Russo
Laureata in “Lettere e filosofia”
Corso di laurea in “Lingue e letterature straniere”
Traduttrice ES-FR>IT
Giugliano in Campania (NA)