La traduzione non riguarda le parole (3)

 Categoria: Traduttori freelance

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Il Russo non ha parole per quello
Una delle mie storie preferite che illustra gradevolmente questo dilemma è nata da una richiesta che ricevemmo da un produttore statunitense di sistemi per la purificazione dell’acqua, basati su una recente e semplice tecnologia che voleva vendere in Russia. La compagnia aveva assunto una traduttrice (una donna russa) per tradurre la sua documentazione tecnica dall’Inglese al Russo. Non stavano andando da nessuna parte con questo approccio, e chiamarono me per cercare di capire perché.

“Ogni volta che le diamo la documentazione da tradurre lei risponde “I russi non hanno parole per niente di tutto questo””, mi disse il manager. “Allora si attacca al telefono e parla russo tutto il giorno con i suoi amici. Io non capisco come possa parlare così tanto Russo e non essere in grado di tradurre quello che le chiediamo”, disse. “E’ vero che i russi non hanno parole per la purificazione delle acque?”.
Lo rassicurai che il Russo ha un lessico tecnico altamente sofisticato, e che in ogni caso era improbabile che la lingua di Mendeleev (l’autore della Tavola periodica degli Elementi, dopotutto) dovesse dimostrarsi del tutto inutile di fronte all’osmosi inversa.

Era certamente possibile che quella donna fosse semplicemente a digiuno di tecnologia (o stesse fingendo ignoranza), ma nella pratica la sua apparente completa carenza di ogni conoscenza tecnica stava vanificando gli sforzi della compagnia per ragioni che non avevano niente a che fare con la lingua.

Linea o link?
Più problematiche sono le traduzioni che descrivono un mondo che non esiste, non può esistere, o non esisterà mai. E questo accade perché il traduttore non ha la conoscenza del mondo reale necessaria per capire cosa non esiste, non può esistere o non esisterò mai.
Esistono innumerevoli migliaia di esempi di questo fenomeno. Uno è la parola “liniya” in Russo, che indica una linea telefonica fisica come una linea cablata a terra in rame. Sfortunatamente, la medesima esatta parola russa significa anche radio link verso un terminal remoto, un satellite o un ripetitore, che è quello che utilizzano i telefoni cellulari. L’unico modo per capire che cosa è corretto o meno è possedere una conoscenza almeno rudimentale di telecomunicazioni.
Ahimè, non sembra esserci limite alla traduzione Inglese di questa parola che descrive un mondo in cui del filo di Rame fisico è magicamente inviato ad un satellite orbitante ad una altitudine di 42000 km.

Sfide senza fine
E’ certamente vero che anche il più esperto, accurato e colto dei traduttori si troverà in un ambito di argomenti per lui incerti in vari momenti lungo la sua carriera.
E’ una delle principali ragioni per coinvolgere un collega esperto con una conoscenza maggiore della materia durante il processo di review, mentre si acquisisce competenza sui concetti tecnici (un processo che può, e in effetti richiede, anni).

Appello finale
Nel caso in cui abbia fallito nel persuadere su questo aspetto, si consideri ancora il titolo di questo post del blog: “La traduzione non riguarda le parole. Riguarda quello che le parole  significano.”
Il messaggio qui è che la traduzione riguarda il significato, non le parole. Per illustrare questa idea, ho usato le stesse parole in entrambe le frasi. La sola spiegazione che il significato trasmette è che le frasi sono in differente ordine di riferimento. E’ il significato che sta dietro a quell’ordine che trasmette l’idea.

Fonte: Articolo scritto da Kevin Hendzel e pubblicato il 14 dicembre 2012 sul suo Blog

Traduzione a cura di:
Dr. Andrea Vannini
Biologo ambientale
Prato