Io, lui e l’Altra: l’amore di una traduttrice

 Categoria: Traduttori freelance

Io, lui e l’altra. Una complicata storia d’amore che mi coinvolge profondamente da anni e da cui non riesco a liberarmi. Sì, perché anche io sono follemente innamorata dell’altra. L’Altra. Misteriosa, affascinante, un universo oscuro tutto da scoprire. Una novità dietro l’altra, con lei non ci si annoia mai, l’ideale perfetto di ogni uomo. Lei. La traduzione.

E già. Perché è questo che devi aspettarti quando per caso perdi la testa per un recording engineer. Il recording engineer è una strana creatura. La sua vita si svolge essenzialmente all’interno di un recording studio e la sua attività è legata all’uso di macchinari, istruzioni, software e manuali rigorosamente in inglese. Tu sei lì, accanto a lui. Proprio in quel momento. Proprio quando quella parola blocca la comprensione di qualcosa. L’ancora di salvezza, la luce in fondo al tunnel, il Google Translate a portata di mano. E di colpo la tua relazione si trasforma, le cenette romantiche lasciano il posto ad attente riflessioni sul significato di questo o quel termine, il tuo cinema diventa la schermata incomprensibile di un software, i tuoi sms d’amore scivolano tra indecifrabili passaggi di manuali tecnici. Il tuo mondo diventa un gigantesco universo 3D di nuove espressioni: Bounce to Disk, DSP plug-ins, Elastic Audio. Ed è così che finisci per amare quella professione, quasi quanto la tua. Al punto da non riuscire più a distinguerle e rimanere incastrata in questo strano triangolo: io, tu e la traduzione.

Ed è proprio ciò che accade quando ci sei dentro, quando la traduzione smette di essere un lavoro e diventa una passione incontrollabile. Tu hai bisogno di tradurre, hai bisogno di aiutare gli altri, non puoi farne a meno, anche se a volte preferiresti startene tranquilla nel tuo letto a leggere un buon libro. Ma non puoi rimanere sorda a quel richiamo. “Sono in difficoltà con un passaggio del capitolo, mi aiuteresti?”. Sai che in qualche modo devi andare, che non puoi resistere alla curiosità di imparare nuovi termini o apprendere nuovi aspetti di una professione di cui fino a qualche anno fa ignoravi anche l’esistenza.

Ricorda. Se scegli di studiare le lingue e diventare una traduttrice, non potrai mai tornare indietro. Non importa chi sia a chiedertelo, il tuo ragazzo, la tua amica, la vicina di casa. Diventerai un punto di riferimento importante per le persone a te vicine. Il tuo bisogno sfrenato di tradurre verrà sempre ripagato da sorrisi e gratitudine, dalla soddisfazione di aver imparato qualcosa di più di un’altra realtà, fino a prima totalmente sconosciuta. E ti sentirai una specie di supereroe. O più semplicemente, la donna dei sogni di un recording engineer.

Autore dell’articolo:
Francesca Martire
Traduttrice Freelance di manuali tecnici e audio
Rossano (CS)