Intervista al traduttore R.López Sánchez (2)

 Categoria: Traduttori freelance

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2. Per quanto riguarda la traduzione, sei in grado di coprire un gran numero di specializzazioni e servizi, dalla traduzione di prodotti audiovisivi ai videogiochi. Ma tu quale preferisci?

A chi vuoi più bene, alla mamma o al papà? È davvero difficile rispondere. Trovo soddisfazione in tutte le specializzazioni a cui mi dedico, perché penso che se mi dedico ad esse è perché davvero mi piacciono.

Credo che la chiave per me sia la diversificazione. Sono figlio di musicisti e quindi possiedo una vena creativa che mi impedisce di tenermi legato a una sola cosa per molto tempo. Mi fa piacere volgere lo sguardo indietro e pensare che, ad esempio, un paio di mesi fa ho iniziato a tradurre un noto videogioco di calcio, che il mese scorso ho tradotto diverse serie che saranno trasmesse su Netflix e sui canali Mediaset, o che a gennaio ho potuto creare la grafica aziendale completa e il sito internet di un collega traduttore, per citare solo alcune delle cose che ho fatto di recente. La varietà mi riempie interiormente e non mi fa sentire schiavo della routine o di una singola attività.

3. Hai lavorato per il gruppo Mediaset, Canal Plus e altri canali. Ci potresti parlare delle serie e dei programmi a cui hai lavorato?

A dire il vero la varietà di argomenti è così ampia che a pensarci mi fa quasi paura. Ho tradotto di tutto: da programmi conosciuti, come Masterchef, ai reality show più strani, come uno sulle drag queen, che ho sottotitolato poco tempo fa per Netflix, o altri sugli abiti da sposa che vengono trasmessi su Divinity. Dell’elenco fanno parte anche serie e programmi rivolti a bambini e adolescenti, documentari su temi di attualità, quali il conflitto israelo-palestinese o la violenza nei mezzi di comunicazione, o commedie horror, di quelle in cui saltano fuori gnomi verdi che fumano erba.

Come vedi, la lista è infinita, e penso che ciò dimostri che, in effetti, i traduttori audiovisivi devono essere professionisti molto versatili, in grado di cambiare il “chip” da un momento all’altro per risolvere problemi di registro, oralità, riferimenti culturali, salti tematici o cambi di umore, per poter tradurre o adattare i prodotti correttamente.

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Fonte: Articolo pubblicato sul sito www.lenguasmodernas.com e riportato dall’intervistato (il traduttore Rafael López Sánchez) sul proprio blog

Traduzione a cura di:
Dario Semino
Traduttore freelancee insegnante di lingue
Cormòns (GO)