Impara la lingua e… mettila da parte

 Categoria: Traduttori freelance

Appartengo a quel gruppo di persone che, per le loro origini, hanno due lingue attraverso le quali è naturale comunicare. Nel mio caso, queste due lingue sono lo spagnolo e l’italiano. La prima di queste, lo spagnolo, è la lingua del paese dove sono nata, il Perù, e quindi, anche la lingua in cui ho maggiormente comunicato e seguito gli studi. La seconda, l’italiano, è la lingua dei miei antenati, della mia famiglia, delle mie origini, ed è anche la lingua del paese dove risiedo da dieci anni.

Avendo questa fortuna, mi rimaneva sempre la scelta di imparare una terza lingua, che nella mia scuola era l’inglese, mi sono innamorata subito di questa lingua, sia per il suono che ha, sia per la sua vastità. Se ci pensiamo, per esempio, è la lingua in cui sono scritte la maggior parte di canzoni o almeno delle più famose, è la lingua in cui comunichiamo nella maggior parte di paesi quando non sappiamo la lingua del posto. Per me l’esempio più vivo è che, vivendo in una città molto vicino all’Austria, mi capita spesso di andare là a farmi fare le mèches da una ragazza che lavora molto bene; lei non parla l’italiano e neanche lo spagnolo, ed io non parlo il tedesco, però riusciamo a comunicare molto bene e a parlare di tutto in inglese. Non intendo dire che le altre lingue non siano importanti, ma diciamo che l’inglese, per molti versi, e una specie di lingua “universale”.
L’ho studiata per tutti gli anni della mia educazione scolastica, poi, ai tempi dell’università ho fatto un soggiorno di tre mesi a Sydney, dove ho studiato in un TAFE, che sarebbe un Istituto tecnico superiore in Australia. Era incredibile, c’erano ragazzi di diversi paesi e continenti, ognuno doveva accantonare momentaneamente la sua lingua madre per comunicare unicamente in inglese. Cosi si sono create delle bellissime amicizie che sono andate oltre la scuola: siamo usciti insieme, abbiamo fatto gite, abbiamo conosciuto la città, ed è stato molto bello. Io sono stata particolarmente contenta perché ho anche festeggiato il mio ventunesimo compleanno circondata da ragazze e ragazzi di diverse nazionalità tutti felici di stare insieme.

Questa mia conoscenza delle lingue, è stata molto utile durante la mia vita; senza volerlo, mi sono trovata numerose volte, a fare da traduttrice. Come quando all’Università in Perù, durante i miei studi di Giurisprudenza, un docente aveva bisogno di farci leggere un articolo di Diritto Civile che era scritto in italiano, allora, conoscendo le mie origini, mi chiese il favore di tradurlo in spagnolo in modo che tutta la classe potesse leggerlo. Io lo feci e dopo questo episodio mi chiese altre volte di tradurre altri articoli.

Mi sono anche trovata molte volte a fare da traduttrice a diverse persone: ai miei genitori quando c’era da comunicare in inglese, alle mie amiche e conoscenti in Perù quando ci vado con il mio compagno e devo fare la traduzione simultanea, in modo che anche lui possa partecipare alla conversazione.

Alcuni episodi molto belli sono capitati nei paesi in cui, come dicevo prima, non si parla né l’italiano né lo spagnolo. Ho viaggiato molto, quasi sempre in compagnia (il mio ragazzo non parla altro che italiano) e quindi ero sempre io che dovevo comunicare per qualsiasi cosa con la gente, ed era molto strano trovarmi sempre a parlare in inglese, con una persona la cui lingua madre è il tedesco, il francese o il creolo in certe isole, il filippino, e poi in simultanea tradurre al mio ragazzo tutto in italiano. Trovo che questo uso delle lingue sia meraviglioso; è la chiave di tutto, perché la comunicazione è la chiave nelle negoziazioni, negli accordi: tutto passa dalla comunicazione. Penso che la traduzione sia uno strumento meraviglioso che rende possibile tutto questo.

Autore dell’articolo:
Gianella Lavarello Alba
Traduttrice giuridica ES>EN-IT
Udine