Come diventare un traduttore migliore (2)

 Categoria: Traduttori freelance

< Prima parte di questo articolo

Cosa rende un traduttore un buon traduttore?
Un buon traduttore non è un robot che fa dei passaggi dalla L1 alla L2. Lui o lei è un “creativo” che mantiene il significato e la fluenza della frase originale, senza utilizzare parole superflue solo perché ci starebbero bene, ma estraendo dalla propria memoria o dal database di un computer la combinazione di parole più appropriata che non solo esprimerà l’essenza dell’intenzione dello scrittore originale, ma costituirà la scelta linguistica più naturale in un dato contesto. Questo vale sia per le traduzioni tecniche sia per quelle letterarie, anche se quest’ultima categoria potrebbe diventare soggetto di un ulteriore dibattito.

Come si deve fare?

  • Anche se si sta traducendo da un’altra lingua verso la propria lingua madre, si avrà bisogno di tempo per familiarizzare con i tecnicismi di campi dei quali si potrebbe avere una conoscenza superficiale nella propria madrelingua. In ogni caso, leggere una grande varietà di testi tecnici in entrambe le lingue può essere un buon inizio per chi ha in programma di migliorare la qualità e la velocità del proprio lavoro.

  • Non bisogna investire troppo tempo in ciò che non si conosce bene. Un progetto impegnativo con una scadenza vicina non è la scelta migliore per qualcuno che abbia intenzione di affrontare un nuovo settore. Ci vorrà molto tempo per svolgere il lavoro e si potrebbe aver bisogno di tempo extra. Se si vuole espandere la propria competenza è preferibile impegnarsi in progetti più semplici. Alcuni brani brevi, dopo qualche tempo, aiuteranno ad acquisire sicurezza con testi più lunghi ed amplieranno significativamente la banca dati esistente del proprio lessico. Non bisogna avere paura di rifiutare un lavoro nel quale non ci si sente a proprio agio. Il cliente apprezzerà l’onestà.

  • Quando si guardano film e documentari nella lingua straniera alla quale si è interessati da un punto di vista professionale e si sente un’espressione o una collocazione linguistica interessante, non si ricorra ai sottotitoli disponibili; è meglio trovare da soli una traduzione adeguata nella propria madrelingua. Questo tipo di esercizio manterrà la mente attiva ed aumenterà considerevolmente il potenziale intellettivo. Si può fare la stessa cosa con qualunque cosa si senta da parte di parlanti nella propria lingua alla TV, alla radio o per strada, al fine di esercitare l’abilità di fare connessioni tra la L1 e la L2. Se possibile, annotare qualunque cosa valga la pena di ricordare.

  • La ripetizione dà luogo all’apprendimento, quindi è meglio assicurarsi di avere un libro di studio sul comodino, almeno fino a che non si riesca a provare di essere un traduttore efficiente ed affidabile. Durante la lettura del proprio libro preferito, ripassare le frasi fatte e le collocazioni linguistiche più difficili che probabilmente si dovranno utilizzare al lavoro in ufficio. Se si farà in questo modo, si riempiranno molte lacune della propria conoscenza in tempi brevissimi.

  • Come ultima cosa, creare sul computer un database facile da usare, anche colorato (se si addice al proprio stile di apprendimento), di parole ed espressioni complicate e consultarlo ogni volta che se ne ha bisogno. Questo è utile per due importanti motivi: è di più facile accesso rispetto a un dizionario multidisciplinare e più facile da ricordare rispetto alla grafica di un dizionario tradizionale.

Fonte: articolo scritto da Alina Cincan e pubblicato il16 maggio 2013 sul blog di Inbox Translations

Traduzione a cura di:
Antonella Tilocca
Traduttrice en-es-fr>it
Padova