Barzellette sui traduttori

 Categoria: Traduttori freelance

Come per ogni professione che si rispetti, anche sui traduttori esistono freddure e barzellette. Ne riportiamo qualcuna “cattivella” sperando di strappare un sorriso ai nostri lettori e sperando che i nostri colleghi traggano alcuni piccoli consigli.

“Qual è il prezzo migliore che mi può praticare?”
“2500 euro.”
“Abbiamo in mano preventivi più bassi. Ci sono un sacco di traduttori pronti ad accettare il lavoro a un prezzo molto inferiore.”
“Non c’è problema, ci sono un sacco di clienti pronti a pagare le tariffe che richiedo.”

“Cosa fai?”
“Sono un traduttore.”
“Davvero? Interessante, ma mi riferivo a cosa fai per vivere…”
“Vuoi dire cosa faccio di lavoro? Non lavoro. Guadagno così tanto con le traduzioni che non ho bisogno di lavorare.”

“Qual è il prezzo migliore che mi può praticare?”
“2000 dollari americani.”
“Troppo alto per il Brasile.”
“Sì, lo so. Vivo qui ma non lavoro mai con clienti brasiliani. Prendo due piccioni con una fava, vivo in un posto esotico e lavoro con l’Europa e gli Stati Uniti.”

“Può consegnarmelo in tre giorni? È un lavoro veramente urgente.”
“Certo che posso.”
“Quanto mi verrà a costare?”
“1500 euro.”
“Non è un po’ troppo per un lavoro di tre giorni?”
“Posso farlo in una settimana se la può far sentire meglio”.

“Qual è il prezzo migliore che mi può praticare?”
“1000 euro.”
“Non è un po’ caro per un pezzo di carta?”
“No, non ha capito. La carta non gliela faccio pagare, il prezzo è relativo al mettere le parole sulla carta.”

“Qual è il suo prezzo migliore?”
“3000 euro.”
“Lei è completamente pazzo!”
“Ne sono consapevole. In effetti le mie tariffe sono così alte proprio per permettermi di pagare lo strizzacervelli.”

“Gli spazi non vanno tradotti, non vogliamo pagare anche gli spazi.”
“Ok, allora consegnerò il lavoro senza spazi.”

“Qual è il prezzo migliore che ci può praticare?”
“4000 euro.”
“Ci faccia un prezzo più basso. Lavoreremo spesso con lei in futuro.”
“Allora fareste meglio ad abituarvi alle mie tariffe fin da subito.”