Traduzione di curriculum e lettere di raccomandazione

 Categoria: Tipologie di traduzione

 

Come abbiamo più volte sottolineato in questo blog, quando si esegue una traduzione, un’informazione di cui il traduttore deve necessariamente disporre è il destinatario della stessa. A chi si rivolge il documento? Qual è il suo pubblico o il mercato di riferimento?
È importante conoscere questo dato poiché le differenze interculturali tra il paese in cui è stato redatto il documento originale e quello di destinazione del documento finale possono essere sostanziali e pregiudicare gravemente il buon esito del progetto.
È ciò che accade ad esempio con la traduzione di curriculum (*) e la traduzione di lettere di raccomandazione.
I documenti di questo tipo presentano infatti un certo grado di differenza da un paese all’altro. Quelle principali riguardano il tipo di informazioni inserite e il modo in cui esse vengono presentate.
Per esempio, è piuttosto frequente che i curriculum redatti in Europa siano piuttosto corposi, mentre negli Stati Uniti i curriculum brevi sono decisamente più gettonati.
Nel vecchio continente inoltre, spesso contengono molte informazioni personali altamente confidenziali (data di nascita, nazionalità, numero del documento d’identità, indirizzo del domicilio, ecc.), mentre negli Stati Uniti certe informazioni generalmente vengono omesse. Chi manda qualche e-mail oltreoceano in cerca di lavoro non sempre è a conoscenza di quest’aspetto.

Anche le lettere di raccomandazione presentano qualche spina e in qualche caso, paradossalmente, possono ottenere l’effetto contrario rispetto a quello desiderato. Le differenze culturali tra due paesi talvolta sono così marcate che l’uso di un certo tipo di terminologia può far sì che un elogio nella lingua di partenza arrivi nel modo sbagliato a chi legge il curriculum trasformandosi in un boomerang per il candidato.

Il traduttore, che conosce a fondo la cultura della lingua d’arrivo, è consapevole di queste problematiche e può cercare di risolverle in due modi. Il peggiore è decidere autonomamente di “forzare” il messaggio del testo per fare in modo che arrivi nella maniera che egli considera appropriata. Pur facendo l’interesse del proprio cliente, sceglie di aiutarlo nel modo sbagliato. Molto meglio spiegargli direttamente la faccenda. Quasi sempre il cliente recepisce il messaggio e riscrive il proprio curriculum oppure si procura una lettera di raccomandazione che non contenga una terminologia ambigua e, così facendo, aumenta notevolmente le proprie possibilità di ottenere un impiego.

 

 

(*) è in corso un dibattito fra linguisti sulla forma corretta del plurale della parola di origine latina “curriculum”. In italiano i plurali delle parole straniere mantengono la stessa forma del singolare, ma alcuni studiosi sostengono che il latino non può essere considerato una lingua straniera e pertanto la parola al plurale dovrebbe trasformarsi in curricula, seguendo appunto la regola latina. Ad ogni modo, visto che nei più autorevoli dizionari della lingua italiana la parola curriculum al plurale rimane invariata, noi seguiamo la loro indicazione.