Traduttori e Interpreti vs Madrelingua

 Categoria: Tecniche di traduzione

L’attività del traduttore è spesso svolta anche da persone, esclusi i madrelingua, che non sono professionalmente preparate ma che “semplicemente” conoscono o parlano, seppur perfettamente, una specifica lingua.
Il traduttore deve avere una cultura generale, indirizzata in settori specifici secondo la propria esperienza personale e/o per la mole di lavoro sostenuta negli anni in un determinato settore. Come ben sappiamo 3 traduttori della stessa lingua forniranno 3 versioni diverse dello stesso testo.

I traduttori si distinguono tra coloro che si sono preparati esclusivamente con lo studio delle lingue e da soggiorni all’estero e i madrelingua (spesso anche bilingue) nativi o p.es. che hanno appreso una determinata lingua dai propri genitori.
I traduttori madrelingua sono preferiti per testi più abbordabili e/o interpretariati in consecutiva o simultanea proprio verso la lingua madre.

Sono comunque del parere che non tutti i conoscitori delle lingue possono fare i traduttori, in primis perché serve una dovuta esperienza in questo settore professionale e a seguire per l’elasticità e capacità mentale che può fare la grande differenza.Non è semplice trovare sinonimi o la migliore soluzione in quei casi di difficoltà o vuoti di memoria che possono capitare durante l’espletamento di un incarico.

Per quanto riguarda nello specifico la lingua greca (o ellenica) da/verso l’italiano è si europea ma molto rara: difficilmente sono reperibili traduttori e/o interpreti che possano dare garanzie qualitative e parlarle/scriverle perfettamente entrambi. Il mio è un caso appunto “raro” (tralascio il discorso “qualità” perché altrimenti sarei di parte), genitori misti greci-italiani e nato in Italia ma vissuto in Grecia per 20 anni, scuola italiana ad Atene, dal 1990 rientrato in Italia.

Perfettamente bilingue dalla nascita oltre per vissuto culturale e professionale diviso nei due paesi. Mi sono trovato in questa professione anche “per caso”, trascinato dalla mancanza di professionisti delle 2 lingue in oggetto e gradualmente negli anni con l’esperienza acquisita sul campo, approfondendo gli studi di vari settori, consultando libri tecnici e legali, manuali ecc. è diventata una vera e propria professione.

Di conseguenza credo che il mio esempio “storico” sia da esaminare per invogliare i professionisti che selezionano i candidati a verificarne non soltanto i titoli di studi linguistici (sicuramente fondamentali) ma anche il passato appunto storico – anagrafico – professionale – permanenza all’estero che formano gran parte della conoscenza linguistica.

Autore dell’articolo:
Giorgio Alafogiannis
Traduttore Interprete di Greco Moderno
Roma