Tradurre la comicità dei prodotti audiovisivi

 Categoria: Tecniche di traduzione

L’umorismo è l’ingrediente fondamentale di molte società e dunque si trova in qualsiasi lingua e cultura, ma siamo sicuri che in ogni Paese si rida per le stesse cose? Ci possiamo trovare di fronte a battute, gag, barzellette più inclini a essere tradotte in modo efficace quando gli utenti della lingua di partenza e di quella di arrivo condividono una stessa conoscenza e dei valori che permettono loro di apprezzare quel determinato tipo di comicità, ma questo accade così spesso? Il comico è fortemente legato alle strutture socioculturali della comunità di cui è espressione, infatti non solo è vincolato alla lingua in cui nasce, ma ha anche un’importante componente geografica e temporale. Effettivamente quello che fa ridere in Italia non ha necessariamente lo stesso effetto nel resto d’Europa, e magari ancor meno in Asia; allo stesso modo, quello che divertiva i nostri nonni sembra spesso ormai superato. Lo sanno bene i traduttori che hanno il difficile compito di mantenere l’effetto comico dell’originale nella lingua e cultura di destinazione che spesso manca dei riferimenti necessari a comprendere una battuta o che predilige altri stimoli umoristici. È vero sì che esistono temi universalmente comici, ma ogni società scherza più su alcuni argomenti e rimane indifferente su altri, dando vita a un proprio senso dell’umorismo a volte inimitabile.

Il traduttore che si trova di fronte a una commedia comica o a una sit-com deve possedere un’ampia conoscenza non solo della lingua ma anche del panorama culturale emittente, dal momento che molto spesso si possono ritrovare riferimenti a persone, situazioni ed elementi sconosciuti alla cultura ricevente. Per quanto possano essere impeccabili le strategie di traduzione e adattamento adottate in questo tipo di prodotti, le immagini, il contesto, le abitudini e i paesaggi che appaiono sono espressione di un mondo che lo spettatore di un altro Paese non riconosce come suo. Molto spesso ci si imbatte anche in ostacoli linguistici come le combinazioni di giochi di parole e i riferimenti culturali che risultano divertenti nella lingua di partenza ma che presentano difficoltà per quanto riguarda la resa traduttiva. Anche quando una battuta sembra inequivocabile nell’originale, non dobbiamo dimenticarci che il linguaggio e le specificità culturali vanno di pari passo e sono inseparabili. I giochi di parole di un testo tradotto dovrebbero, idealmente, rispettare quelli della lingua di partenza, mantenendone le peculiarità linguistiche e cercando di riprodurre nel target lo stesso effetto comico dell’originale. Non tutte le lingue, però, hanno la stessa possibilità di creare combinazioni linguistiche che riescano a riprodurre battute corrispondenti a quelle iniziali.

Un elemento da tenere in considerazione nelle sit-com è poi la presenza delle risate preregistrate che devono necessariamente scaturire da una battuta che risulti comica anche in italiano, per fare in modo che il pubblico non si domandi il perché di quella reazione. Bisogna evitare che i telespettatori, sentendo ridere, non facciano altrettanto solo per imitazione o tantomeno che credano che gli ascoltatori originali si divertano facilmente per una cosa che non ha niente di comico. Sicuramente adattare questo tipo di prodotti è complicato e pieno di insidie, oltre agli ostacoli traduttivi in sé ci sono poi quelli tecnici (la lunghezza delle battute, la sincronia con il labiale etc.) ma senza dubbio si tratta di un lavoro creativo ed estremamente stimolante.

Autrice dell’articolo
Giulia Rovai
Traduttrice ed adattatrice italiano <> inglese, italiano <> spagnolo
Pescia (PT)