Tradurre i chengyu (2)

 Categoria: Tecniche di traduzione

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Per poter essere in grado di trovare un corrispettivo idiomatico dalla lingua di partenza (LP) alla lingua d’arrivo(LA) è necessario padroneggiare gli aspetti culturali delle due lingue.

Sicuramente sarà più semplice trovare un corrispettivo idiomatico tra LP e LA per quelle espressioni che indicano concetti universalmente diffusi e accettati. Ad esempio, l’espressione italiana anche i muri hanno le orecchie ha il corrispettivo cinese 隔墙有耳 (géqiángyǒuěr). Il corrispettivo cinese dell’espressione due piccioni con una fava è 一石而鸟 (yìshíérniǎo). L’espressione italiana la pratica rende perfetti in cinese è 孰能生巧 (shúnéngshēngqiǎo). Infine, l’espressione italiana lontano dagli occhi lontano dal cuore è la traduzione alla lettera dell’espressione cinese 眼不见,心不烦 (yǎnbújiànxīnbùfán).

In altri casi, però, potrebbe risultare difficile trovare un corrispettivo idiomatico nella LA. Ciò avviene quando si traducono dei chengyu strettamente legati alla cultura, alla storia e alle tradizioni cinesi che comprendono degli elementi che non appartengono alla cultura della LA. In questo caso, il traduttore o l’interprete dovranno decidere se optare per una traduzione letterale o una traduzione libera.

Per quanto riguarda il primo tipo di traduzione, Nida (1993), nel libro Language, Culture and Translating, afferma che con la traduzione letterale si preserva l’aspetto caratteristico della cultura di provenienza. Il vantaggio della traduzione letterale è la possibilità di diffondere la cultura d’origine dell’espressione idiomatica, pur creando un effetto estraniante nell’ascoltatore o lettore della LA che si trova ad affrontare concetti lontani dalla sua cultura.

In alcuni casi, la traduzione letterale non è adatta, in quanto i parlanti della LA potrebbe non comprendere l’espressione idiomatica. In questo caso, si dovrà adattare il modo di dire cinese alla cultura di arrivo, eliminando il tratto tipico cinese e sostituendolo con quello della LA.

Ad esempio, l’espressione idiomatica cinese 在梦乡里 (zàimèngxiānglǐ) viene utilizzata per indicare l’azione di dormire serenamente. In italiano, l’espressione ha il corrispettivo idiomatico di essere tra le braccia di Morfeo. L’espressione occidentale è diversa da quella orientale, in quanto legata alla mitologia greca (per i Greci, Morfeo era il Dio dei sogni). È evidente, quindi, che una traduzione superficiale o frettolosa potrebbe portare a tradurre l’espressione idiomatica cinese nel modo meno comune e diffuso tra la popolazione della LA, causando fraintendimenti o confusione.

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Autrice dell’articolo:
Antonella Ercolano
Interprete e Traduttrice ZH <> IT