Risposte concrete a domande concrete

 Categoria: Tecniche di traduzione

Nel post precedente, ho presentato il risultato di un’indagine sui traduttori che si trovano in difficoltà nel migliorare la qualità dei propri lavori. In cima alla classifica dei probabili motivi di questa difficoltà, della quale i traduttori stessi sono consapevoli, troviamo quanto segue: quando si riscontrano problemi traduttivi, si chiede subito aiuto a qualcuno per avere soluzioni piuttosto che affrontarli prima autonomamente. Come mai?

Invece di spendere il proprio tempo ed il proprio impegno pare che sia più comodo e veloce chiedere a qualcuno che magari risolve subito la questione. Certo, se proprio non si riesce a risolvere il problema autonomamente, è saggio farsi aiutare. Umanamente parlando, saremmo lieti di aiutare chi manifesta ancora bisogno di aiuto nonostante abbia già fatto scrupolosamente le sue ricerche e le sue indagini, piuttosto che coloro che ricorrono subito ad aiuto per comodità senza neanche provare ad affrontare autonomamente le difficoltà. Anche se a priori non avremmo intenzione di discriminare quest’ultimo caso…

Nel primo caso, quindi, si otterranno delle risposte tangibili in quanto le domande poste saranno ben preparate e concrete, mentre nel secondo caso si riceveranno  solo delle risposte vaghe o poco soddisfacenti vista la scarsa chiarezza e consistenza delle domande stesse. Ne consegue che non si capisce bene cosa si vuole sapere. Dunque tra i due casi è evidente che c’è di mezzo il mare.

Conclusione: Chiedere consulenza contribuisce al miglioramento della qualità traduttiva, solo se le domande da lanciare sono preparate in modo da ottenere risposte concrete e migliorative alla traduzione.

Fonte: https://ameblo.jp/pat-trans/entry-10849130893.html

Traduzione a cura di:
Jun Nakazawa
Ingegnere meccanico, traduttore italo-giapponese, musicista
Siena