Le parolacce nelle traduzioni di sottotitoli

 Categoria: Tecniche di traduzione

Pochi giorni fa mi è capitato di dover sottotitolare in italiano un cortometraggio in spagnolo. La storia era ambientata nei bassifondi di una cittadina andalusa e il linguaggio utilizzato era estremamente scurrile, tanto per usare un eufemismo.
A dispetto di aver sempre creduto nell’importanza della fedeltà al testo originale, in questa particolare circostanza ho avuto la netta sensazione che se avessi tradotto in italiano tutte le volgarità proferite si sarebbe prodotto negli spettatori un effetto diverso da quello prodotto dall’originale. Per questa ragione, d’accordo con il committente della traduzione, ho deciso di mitigare l’utilizzo delle parolacce, omettendone alcune e “addolcendo” il significato di altre.

Nonostante ciò, dopo aver visto il cortometraggio montato con i sottotitoli, l’impatto è stato comunque molto forte. La massiccia presenza di parole volgari rendeva il corto davvero difficile da digerire. La spiegazione che mi sono dato è che il linguaggio scritto ha una valenza molto superiore a quello orale. Una volgarità scritta sullo schermo assume una connotazione molto più aggressiva di una parola appena sussurrata o pronunciata frettolosamente che magari si percepisce appena.

Per ottenere l’effetto desiderato senza esagerare né in un senso né in un altro, occorre calibrare in modo adeguato la gittata delle parole, considerando che il peso semantico che hanno quelle lette è molto maggiore del peso di quelle ascoltate. Il problema è che conservare le sfumature colloquiali per mezzo di stringhe di testo ridotte è un compito tutt’altro che semplice. Tra le tante difficoltà che comporta la traduzione dei sottotitoli, rispetto alla traduzione di un testo standard quella di riflettere l’oralità attraverso una sorta di “riassunto scritto” è probabilmente quella principale, soprattutto quando il linguaggio utilizzato è molto scurrile. Per il traduttore una parolaccia è doppiamente “accia”: lo è intrinsecamente in quanto semanticamente negativa e lo è in quanto a difficoltà di traduzione, poiché spesso comporta molte più problematiche rispetto alla traduzione di una parola “normale”.

Autore dell’articolo:
Piergiorgio Cavallari
Traduttore en/es>it
Teramo