La traduzione: strumento di empatia sociale

 Categoria: Tecniche di traduzione

Sono laureata in lingue da dieci anni, e sono sempre più convinta, nonostante le problematiche dell’epoca contemporanea facciano spesso valere l’utilità di altre tipologie di percorsi di studi, che la mia scelta sia stata la più logica e ponderata per la mia persona.
Sin da bambina, sin dalla prima età scolare, ho sempre sentito l’irrefrenabile desiderio di comprendere, comunicare, entrare nella profondità dei miei interlocutori ed interpretare al meglio ciò che veniva espresso da chi mi circondava.
Se è vero che gran parte della comunicazione è composta da molteplici fattori, quali la gestualità, non può essere sottovalutata l’idea del linguaggio verbale (così come quello scritto) come massima espressione della nostra mente.

Ho sempre provato un particolare entusiasmo nell’estrapolare ciò che poteva esser inteso anche in lingue la cui conoscenza non poteva appartenermi per motivi logisticamente palesi o per la mia giovanissima età. Ricordo come fosse ieri, quanta passione ho impegnato nell’apprendimento delle lingue germaniche durante le scuole superiori, e, con ancora maggiorato entusiasmo, ai tempi dell’università, periodo nel quale, “costretta” dal piano di studi ma appassionata nell’obbligo di studentessa, ho dovuto sostenere esami di psicologia e filosofia del linguaggio, di pari passo con quelli di grammatica linguistica.
E proprio queste tematiche, che agli occhi di una giovane studentessa sarebbero potute apparire come distanti dallo studio linguistico, hanno invece fondato l’imprinting di ciò che io intendo essere la traduzione. Mi rifaccio a colui il quale ha segnato più di tutti i miei studi, Noam Chomsky, filosofo per il quale resta inossidabile il principio per il quale tutto è linguaggio, tutto è conoscenza. Ed è proprio questo il fulcro di tutto: tradurre non è solo il risultato di un approfondito studio grammaticale (nonostante sia, come in tutte le lingue, fondamentale ai fini di una corretta esposizione linguistica), tradurre è “entrare nella mente” del popolo che parla una determinata lingua, conoscerne la storia, le sfumature, farsi portavoce degli usi e costumi di quella nazione. Ed è questo il motivo per il quale, a ben vedere, soprattutto nel caso delle lingue germaniche, ad ogni singolo vocabolo, corrisponde, molto frequentemente, una miriade di significati, non sempre paralleli tra loro. Tradurre è estrapolare contesto e fine del testo, qualsiasi esso sia, a qualsiasi branca, letteraria o giuridica, tecnica o commerciale esso possa appartenere.

La mia infatuazione per lo studio del tedesco si è poi modificata in puro amore in occasione della mia esperienza Erasmus. Fu proprio a Berlino, nei mesi della mia permanenza per studio, che ho avuto la prova lampante di quanto la grammatica di ogni lingua sia solo la base, come se si trattasse delle radici di un albero, che ha bisogno di cure, passione ed impegno affinché cresca sano e rigoglioso. Il primo giorno del mio arrivo, è stato naturale lasciarsi prendere dal panico del “principiante”, dall’ansia di prestazione di chi aveva sempre e solo parlato con turisti felici di trovarsi in Italia per vacanza, quindi con un umore nettamente migliore rispetto a ciò che implica vivere la quotidianità.
Ma è stata proprio la quotidianità, accorgersi di iniziare a comprendere le situazioni, le difficoltà giornaliere, ridere alla prime barzellette ascoltate in lingua madre, o rattristarsi di fronte alle avversità esposte da chi, nativo del posto che per me rappresentava solo una parentesi di studio, molto gentilmente si apprestava a raccontarmi. Ecco, la traduzione, che sia scritta, o che si tratti di interpretariato verbale, è proprio questo: riuscire ad entrare in empatia sociale ed intima con chi trasmette l’argomento nella sua lingua madre. Il linguaggio, quello della mente, del pensiero, è universale. Le parole che lo esprimono, sono decisamente molto più soggettive di quanto, superficialmente, si possa pensare.

Autrice dell’articolo:
Antonella Ranieri
D.ssa in Lingue e Letterature straniere
Traduttrice
Rende (Cs)