La traduzione secondo una traduttrice

 Categoria: Tecniche di traduzione

Il futuro del mondo può dipendere dall’accurata traduzione di una sola parola”. (Edwin Gentzler)

La traduzione è un lavoro lungo, complicato, intenso, ma porta a delle grandi soddisfazioni. Nonostante le difficoltà, i dubbi, bisogna raggiungere gli obiettivi che ci si prefigge. La soddisfazione scaturisce dal fatto che durante lo svolgimento di una traduzione, bisogna tenere conto oltre al testo in sé, anche di elementi da cui essi possono essere circondati: cultura, storia, letteratura di due Paesi che spesso hanno dei processi evolutivi distanti tra loro. Come per esempio tra Cina e Italia. Io mi sono ritrovata spesso, durante il mio percorso universitario e infine per le mie tesi, a tradurre dei testi dal cinese all’italiano e le differenze tra due lingue, tra due contesti storici, sociali, politici e culturali così distanti ha sempre rappresentato una grande sfida.

Le fasi della traduzione vanno rispettate per facilitare la mole di lavoro: dall’individuazione della tipologia testuale per esempio, è possibile stabilire la strategia traduttiva e il lettore modello a cui ci si rivolge. Tutti questi elementi rappresentano il mezzo e anche il fine per risolvere le problematiche che si incontrano durante il processo traduttivo. Ciò che cerco sempre di fare è mantenere la semplicità, la linearità in modo da raggiungere il pubblico in maniera diretta senza tanti stravolgimenti dalla lingua di partenza a quella di arrivo. In conclusione, mi prefiggo sempre di “creare” un testo che rappresenti la mediazione tra due lingue e culture: un trait-d’union tra l’intenzionalità dell’autore e le richieste del pubblico che appartengono in realtà a due mondi distanti, ma che il traduttore può rendere vicini.

Autrice dell’articolo:
Federica Rotolo
Dottoressa in Interpretariato e Traduzione editoriale, settoriale
Reggio Calabria