La traduzione: ricerca intellettuale (5)

 Categoria: Tecniche di traduzione

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Déjà vu,un’espressione francese, è stata vista e percepita così tanto che alcuni autoctoni inglesi la considerano originaria della propria lingua. L’inglese sta forse alle altre lingue? Ogni parola che usiamo dà un’opinione al messaggio risultante. Parole associate con luoghi e società danno indizi al lettore che permettono di inquadrare dove un testo rientra in una lingua e nella cultura della stessa.

Scrivere nella traduzione
Il traduttore è innanzitutto un buon scrittore. La traduzione di un testo in un’altra lingua coinvolge la scrittura effettiva della stessa. Nel tradurre un documento vi sono diversi passi su cui procedere: leggerlo, comprenderlo, processare l’informazione, esprimerla in una lingua diversa per una cultura diversa, e revisionare il tutto. Anche se un documento è scritto malamente nella lingua d’origine, la traduzione nella lingua target dovrebbe scorrere naturalmente, ed essere ben scritta. Questo implica la necessità di una propria comprensione concettuale nel bilanciare la cultura con la lingua.

Rivedere la traduzione
La revisione rappresenta l’elucidazione del testo, mettendolo in risalto sotto una luce dove possa essere visto chiaramente e nella quale i suoi ritocchi possano essere apprezzati. Correggere una traduzione è ciò che la colloca esattamente nella propria cultura, rendendo viva un’altra cultura a coloro che non ne conoscono la lingua.

Cos’è il lato intellettuale della Traduzione?
La sfumatura coinvolta nella traduzione si lega nell’elemento intellettuale nel considerare il significato del testo d’origine. Che significato ha il testo? Cosa cerca di descrivere? Le parole sono qui, lì, ovunque, ma è il significato dietro e all’interno di esse che porta con sé un senso, e ci parla di origini, guerre, e storia scritta sia dai vincitori che dai vinti. Libri di storia, saggi critici, e ricerche pubblicate in seguito ad eventi di grande importanza, tentano di creare un resoconto critico su ciò che è realmente avvenuto.

Quando i traduttori ricercano cosa le parole possano significare in un contesto storico, essi portano obiettività alla traduzione, letteraria e non. Cos’è esattamente il lato intellettuale della traduzione? Quale fase del processo di lettura-comprensione-concettualizzazione-scrittura-rifinitura rappresenta la parte intellettuale?

Tutte quante. Ognuno di questi tentativi contribuisce a rendere la traduzione una ricerca intellettuale svolta dagli umani: ricerche, competenza culturale, scrittura, revisione, e apprendimento. Tutta questa riflessione critica si focalizza nel creare un significato a beneficio di coloro che vogliono comprendere e apprezzare a pieno testi scritti in altre lingue. Sono l’elaborazione e il metodo umano ad essere intellettuali. La parte più umana della traduzione è la funzione cognitiva.

Quando le macchine potranno ponderare e divenire intellettuali, anche loro saranno in grado di completare le operazioni del processo di traduzione, combinando ogni processo intellettivo necessario a dare una forma d’insieme alla figura della lingua scritta. Fino ad allora, non saranno che aiutanti (tuttavia eccellenti) per le vere menti che svolgono l’attività di pensare vera e propria.

Fonte: Articolo scritto da Jesse Tomlinson e pubblicato il 18 Settembre 2017 sul blog di Steve Vitek.

Traduzione a cura di:
Daniele Ceva
Traduttore freelance
Basilea (Svizzera)

Jesse Tomlinson è responsabile della Divisione Letteraria dell’Associazione Traduttori Americani. Interprete, traduttrice, e talento vocale. Originaria del Canada, vive ora in Messico e traduce dallo Spagnolo all’Inglese, interpretando in entrambe le lingue. Attualmente traduce autori Latino Americani nati negli Anni ’80 in Inglese, per il Proyecto Arraigo. Potete leggere il suo saggio sullo sradicamento (“La vida sin limones”) al seguente indirizzo http://proyectoarraigo.com/la-vida-sin-limones/.

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