La traduzione: ricerca intellettuale (3)

 Categoria: Tecniche di traduzione

< Seconda parte di questo articolo

La Cessione Messicana del 1848 ha concesso i territori che comprendono l’attuale California, il Nevada, lo Utah, la maggior parte dell’Arizona, metà del New Mexico e parte del Wyoming e Colorado.[6] Molti messicani che al tempo vivevano in queste aree decisero di restare e diventare americani. Ma i messicani sono americani nello stesso modo in cui è americano chiunque viva sul continente chiamato America.

Perciò come tradurrà una macchina la parola patria? Com’è stata tradotta già in precedenza o nel modo più frequentemente usato? La macchina usa la conoscenza di cui dispone, e la conoscenza di cui dispone sono parole e combinazioni di parole che sono state pubblicate precedentemente, o caricate su internet, oppure presenti in database di traduzioni automatiche. Ma queste traduzioni potranno essere rilevanti per il concetto messicano di patria?
E cosa succederà quando il database del software di traduzione includerà testi provenienti da Spagna? O Cuba? O Argentina? Tradurrà l’idea di patria come viene sentita in maniera unica da ciascuna di queste nazioni?

L’importanza dell’obiettività
I traduttori sono ossessionati da ciò che si cela dietro e dentro le parole da loro usate. Il sapore di un testo viene impregnato di associazioni connesse agli stili di scrittura, selezione di vocabolario, e uso di collocazione. I traduttori devono considerare le implicazioni d’importanza storica intrinseche nelle parole, restando al contempo imparziali nel loro lavoro. La descrizione di un prodotto, per esempio, potrebbe dirci che un prodotto è “il migliore.” Ma in Inglese quel tipo di linguaggio è soggettivo. È l’opinione di qualcuno, non un dato di fatto. Usare questo tipo di linguaggio potrebbe dare al vostro testo una pendenza commerciale o pubblicitaria non desiderata, o ingiustificata.

Barry Ritholtz, un autore americano, curatore di una rubrica giornalistica e analista finanziario, sostiene in un articolo intitolato “Le Due Regole a Sostegno della Ricerca Intellettuale” che le persone hanno bisogno di “fare esperienza intima con tutte le dottrine, teorie, ideologie e dogmi, ma di rifiutare di permettere a queste idee di governare e modellare la propria opinione.”[7] E i traduttori hanno bisogno di questa obiettività per tradurre al meglio.

I traduttori letterari potrebbero pensare che le opinioni degli autori che stanno traducendo sono i punti di vista del traduttore stesso, ma non lo sono. Il traduttore è un cronista, un osservatore-partecipe che raramente si “immette” nel testo, e lo fa quasi esclusivamente per affrontare questioni di ordine delle parole e logica della lingua target. Ma cosa intendo quando classifico la traduzione come ricerca intellettuale? Diamo un’occhiata all’essenza del processo di traduzione per chiarire questa idea.

Note
6) “Mexican Cession”
7) Ritholtz, Barry: “Two Rules Underpinning the Intellectual Pursuit” The Big Picture (December 8, 2008)

Quarta parte di questo articolo >

Fonte: Articolo scritto da Jesse Tomlinson e pubblicato il 18 Settembre 2017 sul blog di Steve Vitek.

Traduzione a cura di:
Daniele Ceva
Traduttore freelance
Basilea (Svizzera)