La traduzione delle lezioni universitarie

 Categoria: Tecniche di traduzione

La traduzione simultanea delle lezioni universitarie, non è più un’utopia?

Stando alle notizie diffuse dalla stampa, l’Università Karlsruhe, che da qualche anno si chiama KIT (“Karlsruher Institut für Technologie” o in inglese “Karlsruhe Institute of Technology”), ha sviluppato un sistema di traduzione automatica per le lezioni universitarie. Questo “traduttore di lezioni” deve riconoscere la voce del professore e inserirla nel testo. Poi il testo riconosciuto viene tradotto in inglese in tempo reale, chiaramente all’Università Karlsruhe, e viene visualizzato sui portatili o meglio sui cellulari degli studenti. Sebbene il risultato “non deve essere sempre perfetto”, il servizio di traduzione automatica deve “garantire un valido studio delle barriere linguistiche”. Secondo il prof. Hippler, presidente dell’università, giovani studenti stranieri di talento devono essere attratti da questo metodo. L’ufficio stampa dell’università sostiene che il traduttore delle lezioni viene testato attualmente in quattro diverse lezioni nei dipartimenti di ingegneria meccanica e di informatica.

Come traduttore umano in relazione con il sistema di riconoscimento della voce, io naturalmente sono scettico riguardo alla sua efficacia. Il primo passo per avviare la lingua: per il riconoscimento vocale come lo conosciamo noi ad esempio abbiamo il software Dragon Naturally Speaking, che di solito  prevede una percentuale di errore da 1 a 5, presupponendo comunque che il microfono funzioni, che il parlante si sia allenato un po’ con il software di riconoscimento vocale e che parli chiaramente (possibilmente la varietà standard e nel caso del tedesco,  l’Hochdeutsch )  e anche che funzioni l’acustica.  Inoltre la persona che detta deve parlare anche grazie alla punteggiatura, quindi non può semplicemente eseguire il proprio compito come vuole, piuttosto si deve attenere alle esigenze del dettato.   Tuttavia durante una lezione all’università è impossibile parlare con punti e virgole. L’acustica difficile di un’aula universitaria turberà ulteriormente il lavoro di riconoscimento e se il computer  è del prof, l’acustica è improbabile nel momento in cui il prof parla più ad alta voce e in modo confuso.   Chi al lavoro utilizza il riconoscimento vocale, sa come funziona. Durante il dettato il software Dragon comprende quasi tutto perfettamente, finché si detta. Però si parla anche con i colleghi o a telefono e ci si dimentica di spegnere il microfono, allora il software riconosce molto poco, forse solo il 50 % dei suoni. Anche per quanto riguarda il riconoscimento vocale di questo servizio di traduzione simultaneo parto da una percentuale di errore di almeno 10%.

Lo stesso vale per la traduzione automatica. Due anni fa abbiamo testato un software di traduzione all’avanguardia. Ai nostri occhi critici il lavoro di traduzione era pagato male. Il tempo dedicato al miglioramento della traduzione era superiore al tempo che necessita una traduzione manuale. La traduzione automatica – esattamente delle lezioni in inglese – richiede sempre segni d’ interpunzione per poter riconoscere il contesto. Se così non fosse, come potrebbe un software di traduzione riconoscere  dove comincia e dove finisce una frase? Come già detto, la lezione parlata non prevede segni d’interpunzione. Allora può il software di traduzione riconoscere le frasi in modo adeguato? Anche per quanto riguarda la traduzione automatica fisserei, perciò, una percentuale di errore di almeno 10%. Le due percentuali di errore supposte producono insieme una precisione dell’81% (0,9×0,9). Per gli studenti stranieri è sufficiente comprendere l’80% di una lezione, visto che la maggior parte di questi studenti non sono madrelingua inglese? E come possiamo valutare questi studenti, quali parti della lezione sono state tradotte in modo giusto e quali in modo sbagliato? Questo è sempre stato uno dei punti critici della traduzione automatica: solo chi padroneggia entrambe le lingue, può valutare cosa è giusto e cosa è sbagliato nella traduzione.

Per avere un giudizio complessivo, osserverò il sistema e continuerò ad informare a questo proposito.

P.S.: la presentazione del sistema si può vedere su YouTube a questo link

Fonte: Articolo scritto da Georg Eisenmann il 13 giugno 2012 su Eisenmann – der Übersetzer-Blog von Eisenmann Übersetzungen

Traduzione a cura di:
Jessica Mele
Dottoressa Magistrale in Lingue e Letterature Moderne
Salerno