La traduzione…in attesa di più tradimenti

 Categoria: Tecniche di traduzione

Molti nel mondo non serbano memoria della grande saggezza e dei numerosi aforismi degli Italiani, eredi della gloria di Roma. Una singola massima, però, è diventata più famosa e diffusa di quanto non siano decine di libri e con ciò intendiamo il motto che dice “traduttore, traditore”. La maggior parte delle lingue europee custodisce gelosamente la trasposizione di questo motto nel proprio idioma e si è impegnata molto a conservarne la forza espressiva fondata sull’assonanza che accosta suoni simili, i cui significati, però, si basano su una logica, più vicina all’antitesi, che trova detestabile il tradimento. In questo detto sono presenti abilità retorica e capacità espressiva a un punto tale che la sua formula abbreviata è stata considerata un riassunto delle più importanti problematiche legate traduzione, fino a incontrare il grande favore degli Arabi che hanno cercato di renderla nella loro lingua in varie forme e in seguito l’hanno accolta nella forma suggerita da Faqid Salah al-Qarmady (1933-1983), professore di linguistica dell’università di Tunisi: “il traduttore, un perfido traditore”.

Siamo cresciuti e invecchiati con questa originale traduzione di al-Qarmady e la consideravamo solo una trasposizione del significato, fedele alla bellezza e allo stile dell’arabo. Tuttavia, quando abbiamo letto il libro Elogio della traduzione- complicare l’universale, pubblicato recentemente dalla filosofa e filologa francese Barbara Cassin, siamo stati spinti a rivedere molte delle nostre convinzioni, e non abbiamo potuto astenerci dal domandare: che cosa succederebbe se fosse richiesto a una traduzione non di essere fedele all’originale, ma anzi di insistere sul “tradimento”? E se questo originale a cui continuano ad appellarsi in molti fosse semplicemente una menzogna nella cui trappola cadono tutti?

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Fonte: articolo scritto da Sahby al-Alany e pubblicato il 23 dicembre 2016 sul sito arabo alaraby.co.uk

Traduzione dall’arabo all’italiano a cura di:
Laura Serraino
Dottoressa magistrale in Lingue e culture per la comunicazione e la cooperazione internazionale
Traduttrice AR>IT -  EN>IT
Cantù