La traduzione…in attesa di più tradimenti (4)

 Categoria: Tecniche di traduzione

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Nell’articolo di ieri abbiamo elencato (ndr) le domande più importanti che Barbara Cassin ha proposto sulle categorie fondamentali del pensiero occidentale. Per capire più approfonditamente i motivi che l’hanno portata a questa visione, è inevitabile ricordare che l’autrice del libro ha vissuto un’esperienza nella traduzione del tipo più difficile che possa provare una persona specializzata, come è lei, nei campi della filosofia e della filologia. Tra il 1993 e il 2000 ha realizzato un’opera, pubblicata poi nel 2004, con più di 1500 pagine alla cui stesura hanno partecipato oltre cento ricercatori universitari. Questo lavoro ha un titolo non privo di stranezza: Il dizionario europeo della filosofia-un dizionario intraducibile e l’aspetto strano in esso è l’ammissione sincera dell’autrice sull’impossibilità di spostare molti concetti da una lingua a un’altra senza che si parli di “crepe” profonde nel significato, rendendo il “tradimento” un fatto reale, inevitabile. Tuttavia gli aspetti di stranezza nel “dizionario” che Barbara Cassin cita nel suo nuovo libro Elogio della traduzione rappresentano alcune direttrici che percorrono quest’ultimo e non solo. Ci basterà indicarne tre.

In primo luogo il campo linguistico europeo di cui si occupano gli autori del “dizionario” non si limita ai confini dei paesi che oggi formano lo spazio politicamente conosciuto come “Unione europea” e dunque i concetti che si sono diffusi in Europa in secoli di sforzo intellettuale e teoria filosofica non sono puramente europei, anzi ci sono concetti con radici arabe, ebree, russe, ucraine e svedesi.

In secondo luogo, l’Europa che è riuscita o era sul punto di realizzare la sua unità attraverso la fondazione dell’Unione, non si è accordata completamente nel “riunire” i suoi discorsi e “unificare” la sua visione. E nonostante la struttura ufficiale dell’Unione e i suoi testi fondamentali siano riconosciuti in molte lingue usate dai popoli che vi appartengono, la verità oggettiva e la realtà svalutano questa “illusione”. A livello di produzioni intellettuali e filosofiche il greco antico continua a occupare i cuori e le menti, pur non avendo  alcuna autorità. Anche se molti intellettuali e filosofi hanno provato a superare la presenza del greco, si ritrovano ora sotto l’influenza della lingua tedesca che si è fatta luce con il suo ruolo di “potere” e “strumento di dominio” attraverso l’influenza del filosofo Martin Heidegger (1889-1976). Per quanto riguarda il modo in cui vengono trattate le lingue oggi all’interno  delle istituzioni dell’Unione, è la lingua inglese che si è appropriata della maggioranza assoluta e del dominio palese a spese delle altre lingue europee.

In terzo luogo – e ciò fa progredire la stranezza e le sue manifestazioni a un livello di disorientamento e sorpresa – la lingua inglese che tutti pensano monopolizzi gli ingranaggi dell’Unione europea e di tutti gli altri organi delle Nazioni Unite non ha, secondo l’opinione di Barbara Cassin, niente a che fare con la vera lingua inglese, anzi questo fatto arreca più danni che benefici alla lingua di Shakespeare. La versione di inglese utillizzata in questi ambiti non è che un insieme di espressioni ibride consacrate dagli esperti di finanza e business con il fine di ottenere piani di finanziamento da questa o quella istituzione europea o internazionale. Per questo motivo Barbara Cassin, nella sua descrizione delle relazioni tra le lingue europee nell’ambito della traduzione, preferisce non parlare di “dominio” della lingua inglese, ma di ciò che chiama dominio del “glo-bish”. E “glo-bish” non è che una parola creata per richiamare astutamente da una parte (glob) la globalizzazione e dall’altra, anzi nell’ultima parte, ciò che rimane della lingua inglese (ish) che noi pensiamo lingua di un popolo intero (English).

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Fonte: articolo scritto da Sahby al-Alany e pubblicato il 23 dicembre 2016 sul sito arabo alaraby.co.uk

Traduzione dall’arabo all’italiano a cura di:
Laura Serraino
Dottoressa magistrale in Lingue e culture per la comunicazione e la cooperazione internazionale
Traduttrice AR>IT -  EN>IT
Cantù