La nota del traduttore (2)

 Categoria: Tecniche di traduzione

La traduzione, in particolar modo quella editoriale, è fortunatamente ancora appannaggio di esseri umani pensanti e non di macchine tuttofare. Il traduttore, quindi, in quanto essere umano, legge, riflette, scrive, traduce e…ammette i propri limiti! Qual è la vergogna nell’ammettere di non essere infallibile? La n.d.t. è una testimonianza alla luce del sole di umiltà di fronte ad un ostacolo, sia esso linguistico o di altra natura. È la sincerità di dimostrare che il traduttore, proprio perché non onnisciente, si è sforzato nel cercare una soluzione con tutte le sue forze ma non è stato capace di fornirne una all’altezza della situazione. La questione rimane quindi aperta al dibattito e non chiusa in una traduzione ipocrita e di comodo.

Le n.d.t. sono come i sassolini lasciati nella foresta da Pollicino, aiutano il lettore a trovare la strada per una comprensione indipendente e personale del testo, lo aiutano a porsi le giuste domande di fronte ad un problema e poi chissà magari a trovare da solo la soluzione, quale soddisfazione e gioia!

I detrattori dimenticano che, nella vita, per ogni volta che si cade, la vera vittoria è quella di ammettere la propria sconfitta, rialzarsi ed andare avanti forti delle proprie esperienze. Al contrario, il vero fallimento si ottiene solo nel momento in cui non ci si alza più e si resta a rimuginare nel proprio angolo. Questa frase è emblematica e adattabile ad ogni momento della vita dell’uomo. E allora perché non può esserlo anche per la traduzione?

Il mestiere del traduttore è in divenire perché fa leva sulla conoscenza che per sua stessa natura è varia ed infinita, ammettere di sapere tutto è dare prova di ottusità e poca intelligenza visto che di imparare non si finisce MAI…è questo è valido anche per i traduttori.

Autore dell’articolo:
Rosa Palumbo
Traduttrice Fr>It – En>It – Ru>It
Nizza (Francia)