InTraduzione (2)

 Categoria: Tecniche di traduzione

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La traduzione è un’arte sopraffina, che richiede grande attenzione ed elasticità mentale. La traduzione è una disciplina vocazionale!
Tradurre, ducere trans, condurre attraverso…questo è il significato etimologico del verbo italiano.
Parafrasando, tradurre significa fare da cicerone al lettore attraverso l’esperienza del testo. Il lettore spesso sarà ‘inconsapevole’ del testo fonte, ed è esattamente in questo senso che il ruolo del traduttore si carica di responsabilità morale: la responsabilità di dare al lettore le stesse sensazioni e implicazioni che l’autore infonde nel testo in lingua originale. Un’impresa ardua e pericolosa…

Infatti durante la traduzione ci si trova spesso tra l’incudine e il martello: da una parte il rispetto del testo originale in tutte le sue sfumature, e dall’altra parte i parametri di fruibilità e scorrevolezza del testo di arrivo, o per dirla ‘alla Toury’, tra Adeguatezza e Accettabilità.
Dalle descrizioni precedenti sembra che l’arte della traduzione sia una disciplina molto impegnativa, che richiede competenze e capacità eccezionali. Non è così. O meglio, tale definizione non si applica al concetto generale di traduzione bensì alla ricerca della traduzione perfetta (che a mio avviso rimane una qualità aggiunta per diventare ottimi traduttori). Sta di fatto che ogni persona al mondo, quotidianamente, traduce: per trasformare il pensiero in parole, per capire ciò che ci viene detto, per leggere un libro. Si parla di traduzioni intersemiotiche.

La traduzione di messaggi da un sistema di segni ad un altro, differente, sistema di segni (rielab. dal pensiero di R.Jakobson). Nel primo caso il materiale mentale viene traslato in materiale linguistico; nel secondo caso dei foni vengono trasformati in materiale mentale, e nell’ultimo caso il materiale linguistico torna ad essere contenuto mentale. Certo, espandere il concetto di traduzione fino a questi termini può non sembrare appropriato. Ciononostante, e qui paleso la mia scelta, sono i parlanti i veri padroni della lingua. E allora perché non giocarci? Neologismi, nuove espressioni e modi di dire, ironia e reinterpretazione di arcaismi, giochi di parole e molto altro rendono ogni lingua più ricca e interessante. La spinta creazionale e la varietà in senso lato sono le forze motrici di lingue, parlanti, lettori e traduttori.

Autrice dell’articolo:
Mara Congiu,
Dott.ssa in Lingue e Letterature Europee,
Traduttrice EN-FR> IT