Cose da non tradurre

 Categoria: Tecniche di traduzione

Nel nostro articolo del 6 luglio 2009 avevamo già parlato della traduzione dei nomi propri. In tale circostanza avevamo detto che una delle regole principali della traduzione è lasciare i nomi delle persone fisiche e delle persone giuridiche così come sono. Questo a dispetto della consolidatissima (quanto sbagliatissima) pratica di tradurre i nomi propri dei personaggi storici.

Oltre a questo classico esempio, ve ne sono molti altri riguardanti parole che devono rimanere inalterate rispetto all’originale. Fra le cose da non tradurre vale la pena ricordare i simboli internazionali e i sistemi di misurazione.
Per quanto riguarda i primi, l’esempio più chiaro è relativo ai simboli degli elementi chimici. Se prendiamo la tabella di classificazione degli elementi di Mendeleev osserviamo che il simbolo internazionalmente accettato dell’itterbio è Yb. Se nel testo da tradurre compare “Yb”, non dobbiamo tradurlo con “Itt.” o “Ib”, ma lasciarlo tale e quale.

Dobbiamo comportarci allo stesso modo anche con i sistemi di misurazione. Visto che in alcuni paesi stranieri vengono usati sistemi di misurazione diversi (per la lunghezza, il peso, il volume, la temperatura, ecc.) occorre mantenere le diciture originali oppure convertire la misura utilizzata nel testo orginale con la misura corrispondente nel sistema della lingua di destinazione. Se ad esempio in un testo appare la scritta “23 in” (dove “in” sta per inches) non dobbiamo tradurre con “23 pollici” ma lasciare “23 in” così com’è oppure convertirlo in centimetri e scrivere “58,42 cm” poiché 1 inch = 2,54 centimetri.