Come tradurre la forma del pensiero? (4)

 Categoria: Tecniche di traduzione

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Gli artisti hanno il dovere/onore di trasmettere un messaggio di crescita alla società, di occuparsi dei problemi e sollevare questioni. Come usava dire uno dei più importanti critici dell’Ottocento, il danese Georg Brandes, l’artista deve sapere sette problemer under debatt, ovvero dibattere i problemi, sollevare le questioni per smuovere le coscienze. Chiaramente questa tendenza è andata affievolendosi col tempo e raramente gli artisti nordici di oggi si sentono legati dal bisogno di educare o anche solo di utilizzare le proprie creazioni per mandare un messaggio più o meno etico.

Resta comunque, soprattutto nella letteratura per ragazzi, una certa funzione di impegno sociale. Una caratteristica, questa, che deriva da svariati fattori: un humus culturale di natura protestante nel quale le azioni quotidiane vengono viste come passi necessari nella conquista della benevolenza divina. Ma anche la fiducia in un sistema politico all’insegna del welfare (in norvegese velferdsstatt, in svedese välfärdssamhälle, in danese velfærdsstat), ovvero del tentativo di dare vita ad uno Stato 1 nel quale il benessere non sia un privilegio ma una possibilità per chiunque, senza limiti di ceto sociale o status politico, e nel quale i bisogni primari di ogni cittadino siano garantiti al meglio.

Nella storia presa in questione, il piccolo Lars affronta il suo piccolo grande viaggio per imparare a superare la paura di crescere, a camminare sulle proprie gambe. Ma è soprattutto la mamma a dover imparare una lezione importante, e il lettore lo scopre alla fine del libro: nonostante mille ripensamenti, Lars riesce infine a giungere al limitare del bosco; la scuola è ormai vicinissima. Ma all’improvviso spunta la madre da dietro un albero: ha seguito Lars per tutto il tempo, preoccupata che potesse perdersi nel bosco. «Per oggi è andata così – dice la mamma al figlio – ma ci riproveremo domani».

Al lettore medio italiano questo modo di pensare non è del tutto estraneo, tuttavia è difficile rendere in maniera fedele quello che per uno scandinavo significhi sette problemer under debatt. È una dedizione, un modo di intendere il mondo intorno a noi che implica sempre un’attenzione verso l’altro, verso lo svantaggiato, verso una realtà da migliorare. Un punto di vista che, non esule da avere difetti, resta uno degli elementi più affascinanti della mentalità scandinava. Ma anche uno di quelli più difficili da assimilare e comprendere.

Autrice dell’articolo:
Valentina Fatichenti
Traduttrice dall’inglese e dalle lingue scandinave
Firenze