Nascita della traduzione in Brasile

 Categoria: Storia della traduzione

La storia della traduzione brasiliana inizia a prendere corpo quando i nativi del Brasile vengono tradotti o interpretati oralmente dai colonizzatori portoghesi: nel Brasile del XVI secolo la lingua predominate è quella indigena e i colonizzatori la apprendono per poter esercitare il controllo e il dominio della nascente colonia portoghese.

La prima rivoluzione linguistica del Brasile avviene nel 1549 con l’arrivo dei gesuiti: i religiosi, per poter evangelizzare la popolazione indigena, apprendono il nheengatu, la lingua franca della costa, un idioma che entra a far parte della colonia. Sono i gesuiti che per primi effettuano traduzioni scritte. Questo aspetto religioso della lingua cambia la figura del traduttore: i cosiddetti “linguas” (così erano chiamati i traduttori) per effetto della colonizzazione non sono più i “degredados” (criminali comuni costretti al naufragio atti ad imparare le lingue dei colonizzati), ma i mamelucchi brasiliani, incroci di bianchi europei con amerindi. Nasce così la lingua geral, una lingua popolare comune usata da indios, meticci e portoghesi, che durante la seconda metà del XVII secolo, grazie all’opera dei gesuiti, viene sistematizzata. Successivamente proibita con l’espulsione dei gesuiti nel 1759 la lingua geral sopravvive in forma ufficiosa accanto al portoghese.

Nel 1808 con l’apertura dei porti al commercio estero, la figura dell’interprete subisce delle variazioni: nasce la figura dell’ “ufficiale di lingua”, inserito all’interno della Segreteria di Stato del Ministero degli Affari Esteri e della Guerra. Più tardi si aggiunge quella di “interprete pubblico” per la traduzione ufficiale di documenti esteri, nominato dal Tribunale del Commercio. Nel 1823 la lingua portoghese viene istituita come lingua ufficiale.

Nel XVIII secolo la traduzione scritta progredisce: vengono tradotte dall’inglese, dal francese, dal castigliano e dal tedesco opere con idee illuministe ai fini del progresso del paese stampate a Lisbona nel 1799. Due anni dopo la tipografia viene incorporata alla Stampa Regia di Lisbona e i giovani traduttori vengono remunerati in termini di vitto e alloggio. Quest’organo di stampa ufficiale produce traduzioni di testi, di romanzi e di altre opere letterarie, (Ovidio, Virgilio, Voltaire e Racine), ma sopprime il nome dell’autore e crea titoli suggestivi.

Domani sarà pubblicata la seconda e ultima parte di questo articolo.

Autore dell’articolo:
Fabio Mechella
Laurea in Lingue e Letterature Straniere – Laurea in Filologia Moderna
Dottore di Ricerca in Storia e cultura del viaggio e dell’odeporica
Traduttore e interprete IT<>PT
Roma