L’invenzione dell’alfabeto

 Categoria: Storia della traduzione

L’invenzione dell’alfabeto viene comunemente attribuita ai Fenici. In realtà, studi approfonditi sul tema dimostrano che i Fenici furono, più che i veri inventori dell’alfabeto, coloro che razionalizzarono e utilizzarono un sistema grafico e fonetico già esistente.
Nell’area tra la Siria e la Palestina, di cui la Fenicia faceva parte, vista l’influenza sia politica che culturale da sempre esercitata dall’Egitto e dalla Mesopotamia su quell’area, sono stati rinvenuti molti documenti in geroglifico e in cuneiforme risalenti al II millennio a.C..

Con il tempo, date le difficoltà di utilizzazione della scrittura egizia e di quella mesopotamica, cominciò a farsi sentire l’esigenza di adottare un nuovo sistema.
Le prime tracce relative ad un alfabeto diverso furono rinvenute nel 1905 nella penisola del Sinai.
Una quarantina di iscrizioni (le famose “iscrizioni sinaitiche”) dimostrarono in modo inequivocabile l’esistenza, già a partire dal XV sec. a.C., di una scrittura consonantica basata su quella egizia che venne denominata “protosinaitica”.
Tuttavia, tale scrittura, che rifletteva la lingua parlata nella Palestina centro-meridionale, non ebbe larga diffusione. In seguito, nel corso del XIII secolo, iniziò a diffondersi in Siria, in Palestina e soprattutto in Fenicia, una nuova forma consonantica, utilizzata ad Ugarit (un’importante città sulla costa siriana) dove si parlava una lingua simile al fenicio. L’alfabeto era costituito da caratteri cuneiformi ed era composto solo da consonanti (trenta segni circa). I fenici ridussero il numero dei segni, che divennero ventidue, eliminando quelli più pittografici e sostituendoli con forme più schematiche.
La scrittura fenicia, attraverso le vie battute dai mercanti, si diffuse in seguito nell’area mediterranea. I greci utilizzarono alcune delle lettere fenicie che non avevano un suono corrispondente nella loro lingua e vi aggiunsero altri segni, introducendo nell’alfabeto anche le vocali.

L’invenzione dell’alfabeto non è quindi attribuibile ad un solo popolo, ma a più civiltà. I primi a introdurre dei segni grafici furono gli egizi e i sumeri, i fenici ne razionalizzarono l’opera e il lavoro fu completato dai greci con l’introduzione delle vocali.