Le origini e le peculiarità dell’inglese (2)

 Categoria: Storia della traduzione

Molto diffuso, a seguito della dominazione romana, era anche il latino. A questo contesto geo-linguistico, si sovrapposero le lingue germaniche portate dagli invasori provenienti dalla Sassonia, dalla Frisia e dalla Danimarca. In oltre quattro secoli di dominazione, si creò un nuovo idioma (l’Old English, appunto) che fu la lingua dominante nei vari regni dell’Inghilterra, fino alla metà del XI secolo.
Ma l’epopea delle lingue parlate nel paese era lungi dall’essere conclusa. Nel 1066, l’Inghilterra fu invasa dalle truppe di Guglielmo il Normanno (successivamente noto come Guglielmo il Conquistatore), e conquistata completamente. Lentamente, ma con molta determinazione, le élite anglo-sassoni furono soppiantate dai Normanni che introdussero nuove leggi e radicali cambiamenti nell’ordine sociale.

Insieme a queste innovazioni, portarono anche la loro lingua, il franco-normanno (successivamente chiamato anglo normanno) che sostituì, in particolare nel linguaggio formale, l’Old English. La conquista dell’Inghilterra e il dominio dei Normanni costituirono un importante evento nella storia del paese.
Dal punto di vista linguistico, l’influenza del francese sui preesistenti idiomi germanici diede vita ad una seconda fase dell’evoluzione dell’inglese. Fu grazie all’influenza normanna che il lessico inglese acquisì dimensioni considerevoli, accogliendo in sé numerose parole di radice latina attraverso il francese. Questo fenomeno è una delle caratteristiche dell’inglese dei nostri giorni, che tuttora possiede numerose coppie di parole sinonimiche (una di origini germaniche, l’altra di origine latina) o quasi-sinonimiche, quali step/pace, freedom/liberty, time/tense, strength/force, brotherhood/fraternity, quiet/tranquility, wedlock/marriage. O ancora, vocaboli che avevano all’origine lo stesso significato, ma che oggi hanno acquisito significati diversi, come ad esempio wedding/marriage.

Nei secoli XII e XIII, la lingua inglese diventa di nuovo la lingua nazionale, con l’affermarsi di una nuova variante, il cosiddetto Middle English. La maggior parte delle complesse strutture grammaticali dell’Old English vengono semplificate, mentre il lessico conserva le numerose influenze del francese. L’autore di riferimento del periodo è Geoffrey Chaucer, nel cui linguaggio si intravede chiaramente la vicinanza all’inglese moderno, anche se, in termini di intelligibilità siamo ancora lontani dalla lingua di oggi (esistono in commercio traduzioni in inglese moderno delle opere di Chaucer, ad uso degli studenti frettolosi).

Una volta esaurita la spinta innovativa della dominazione normanna, la lingua inglese diventa di nuovo la lingua nazionale, ma con un sostanziale cambiamento. Siamo nell’epoca di Shakespeare e Marlowe (XV e XVI secolo), e la lingua del paese, pur trattenendo un cospicuo patrimonio lessicale di origine francese, diventa il cosiddetto Early Modern English. Questa lingua, sebbene la parte fonetica differisca sostanzialmente dalla pronuncia dell’inglese dei giorni nostri, mostra molto chiaramente nella versione scritta l’affinità con l’inglese moderno (e fortunatamente non esistono traduzioni in inglese moderno dell’inglese di Shakespeare!).

Autore dell’articolo:
Settimio Biondi
Traduttore free-lance Inglese/Francese => Italiano