Le donne nella traduzione (2)

 Categoria: Storia della traduzione

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3. L’eventualità di un rapporto sessuale, anzi erotizzato con il testo, messo in evidenza da un approccio comparativo dei testi e delle loro traduzioni, emerge nella lettura-traduzione di uno stesso autore, Ann Radcliffe, attraverso diversi traduttori. La differenza dei sessi traspare anche nel linguaggio e mette in causa le modalità della sua appropriazione. In una Repubblica della letteratura che ha dato per lungo tempo spazio agli uomini, la traduzione è apparsa ad alcune donne come una possibilità di accesso indiretto al mondo delle lettere, anzi come una soluzione di ripiego in un contesto in cui lo statuto della parola femminile era sminuito. La posizione sociale delle donne e il loro accesso a una scrittura “di ripiego” sembra aver pesato sulle traduzioni, assegnando loro lo statuto di un genere minore e sottovalutato, anche se la traduzione è riconosciuta come genere, stavolta, testuale.

4. La differenza dei generi assume anche la forma di indizi enunciativi che negano, qua e là, la trasparenza del traduttore. Dietro la voce di un testo e quindi di una traduzione si scorge un essere fatto di carne, modellato e foggiato da un’educazione, una cultura, l’appropriazione dei discorsi, compreso il loro rifiuto o a contrario la loro neutralizzazione. È ciò che attesta la traduzione inglese del romanzo Loin de Médine di A. Djebar, dove le scelte lessicali, che denotano le posizioni femministe dell’autore, sono deliberatamente neutralizzate. Oltre al rapporto sessuato con il linguaggio, altresì osservabile nelle traduzioni di L. Delarue-Mardrus, si presenta la questione dello stile traduttivo, semplice riflesso dello stile dell’originale o creazione, ri-creazione che conferisce al traduttore una quota di autorità?

5. Oltre al rapporto tra le persone, il genere determina anche il rapporto tra i testi. Alla polarizzazione maschile/femminile corrisponde, per quanto riguarda i testi, il rapporto originale/traduzione, con il rischio di assimilare l’originale al polo maschile e la traduzione al suo pallido riflesso. A contrario, l’indeterminatezza del genere al contempo linguistica, testuale e sessuale, quella del protagonista principale di Written on the body di Jeanette Winterson, destabilizza il lettore ed è un modo per aggirare o sovvertire i cliché socialmente veicolati sui generi.

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Fonte: Articolo scritto da Freddie Plassard e pubblicato il 12 novembre 2013 sulla rivista Traduire

Traduzione a cura di:
Giada Maria Piazza
Dott.ssa in Traduzione Specialistica
Palermo