La storia della traduzione dagli arabi

 Categoria: Storia della traduzione

Gli arabi conoscevano la traduzione sin dai tempi antichi in quanto viaggiavano tutto l’anno in diversi paesi per fini commerciali. Furono quindi influenzati dai popoli stranieri in vari aspetti della vita. Conobbero i Persiani e citarono alcune parole persiane che comparvero in seguito nella letteratura araba. Un esempio di questo è Al-Ahasha, uno dei grandi poeti arabi, che riportò parole persiane nelle sue poesie.
Successivamente, conobbero anche i loro vicini: i bizantini. Gli arabi cominciarono così anche a comunicare con i tre popoli che li circondavano: i romani a nord, i persiani a est e gli etiopi a sud. Era quindi difficile comunicare senza la traduzione anche se era ancora nella sua fase primaria.

Nell’era Omayyade, e vista l’attenzione del principe Khaled Ibn Yazid Ibn Moaoya sull’importanza della traduzione, furono tradotti in arabo tanti libri di poemi.

La traduzione invece, nell’epoca Abbaside, cominciò dopo le conquiste arabe e l’espansione degli arabi a est e a ovest. Nell’era summenzionata, in particolare, fu incrementata la necessità dell’interpretazione, ciò portò gli arabi a tradurre le scienze greche: Astronomia, Medicina, Matematica, Filosofia e Musica, oltre a tradurre alcune opere letterie persiane.
In seguito fu anche iniziata la traduzione di alcune opere dall’arabo in diverse lingue straniere.

All’epoca del Califfo Harun El-Rashid, che percepì il valore dell’interpretazione, fu fondata
“La Casa della Sapienza” a Bagdad al fine di attivare ed estendere questo gran lavoro. Pertanto, la traduzione arrivò ad una fase evoluta tanto che lo stesso Califfo donava ad alcuni traduttori come Hanin Ibn Isac, l’equivalente del peso dei libri tradotti, in oro.

Nel IX secolo DC, gli arabi tradussero nella propria lingua la maggior parte delle opere di Aristotele e molti altri libri, il cui testo originale greco andò perso, ma grazie alla traduzione araba, le predette opere furono ritradotte dall’arabo al greco. Ciò significa che se non si fossero tradotte in arabo, si sarebbero perdute definitivamente.

A tal proposito, gli Orientalisti, evidenziarono il ruolo effettivo degli arabi e delle loro scienze nella Civiltà Europea. Questo, lo affermarono anche alcuni Scrittori occidentali, tra cui Goethe (1749-1832), il famoso letterato tedesco.

Autore dell’articolo:
Fatma Fawzy
Farmacista e Traduttrice
Il Cairo (Egitto)