La magia della comunicazione

 Categoria: Storia della traduzione

La nascita della scrittura, avvenuta nel corso del IV millennio a.C., ha determinato un avvenimento di primaria importanza per l’umanità: la fine della preistoria e l’inizio della storia.
Da quel periodo ad oggi, numerosissime sono state le trascrizioni del linguaggio che, sino a quel momento, veniva tramandato oralmente. Grazie a elaborati codici, costituiti da pittogrammi, ideogrammi, versioni sillabiche ed alfabetiche, è stato possibile trascrivere i vari idiomi del mondo. In Occidente, dalla superfamiglia dell’indoeuropeo, si è sviluppata una molteplicità di lingue, in parte sopravvissute sino ai giorni nostri ed in parte estinte, come il tocario.

Parlare di lingua e di linguaggio non è la medesima cosa. Per lingua, dal latino lingua, si intende quell’insieme di segni convenzionali atti a regolamentare la comunicazione scritta ed orale di una comunità umana. Per linguaggio, invece, ci si riferisce alla capacità di comunicare non solo attraverso le parole, bensì anche tramite l’ausilio di segni e gesti. Da qui, il linguaggio verbale specialistico (politico, medico, informatico, giornalistico, scientifico, sportivo) ed il linguaggio non verbale (animale, gestuale).
Accanto alla conoscenza della propria lingua madre, con tutte le sue peculiarità, al giorno d’oggi, è di fondamentale importanza l’apprendimento di altre lingue al fine di facilitare e favorire la comprensione delle differenti culture, in un mondo sempre più globalizzato e cosmopolita.

Mentre nel periodo medievale era il latino la lingua internazionale della cultura, nel 700, questa venne sostituita dal francese e dall’Ottocento, in seguito allo sviluppo industriale originatosi nel Regno Unito e all’ampliamento dell’impero coloniale, fu l’inglese a prendere il sopravvento sino a diventare, ancora oggi, la lingua a più grande diffusione, anche se altre lingue godono di diffusa circolazione come lo spagnolo e le lingue degli stati emergenti come il russo ed il portoghese brasiliano.
E’ in inglese che si comunica utilizzando la rete informatica. E’ in inglese, spagnolo e portoghese che si canticchiano i ritornelli dei brani musicali più in voga. E’ in francese che si discute di moda (haute couture, boutique, tailleur), ed in italiano che si parla di cucina (spaghetti, pasta, pizza) e di musica classica (soprano, allegretto, moderato).

Per promuovere l’apprendimento delle lingue straniere, oggi, se ne propone l’insegnamento dalla scuola primaria, talvolta materna, per permettere alle future generazioni di comunicare e convivere con i vari popoli, conoscendone cultura e tradizioni. Soltanto grazie alla reciproca comprensione, favorita dallo scambio linguistico, sarà possibile comprendere, sempre maggiormente ed in profondità, gli aspetti sociali, politici, religiosi, folcloristici di ogni popolazione, cercando di rendere questo pianeta terra che ci ospita non come la Torre di Babele, ove regnarono il caos e la confusione, bensì come una grande casa comune, i cui inquilini si conoscono come dei fratelli.

Autore dell’articolo:
Francesca Perotti
Docente di lingua inglese, di alfabetizzazione italiana per stranieri e guida turistica
Traduttrice EN>IT
Soncino (CR)