Il primo vero dizionario della lingua inglese

 Categoria: Storia della traduzione

Nel 1741, David Hume disse: “Nella nostra società, la proprietà di linguaggio e l’eleganza vengono molto trascurate. Non esiste un dizionario della lingua inglese e abbiamo a malapena una Grammatica accettabile”.
In realtà qualche dizionario era stato elaborato, ma nessuno di essi era degno di questo nome.
Nel 1746, un gruppo di editori propose a Samuel Johnson, da molti definito il letterato più illustre della storia inglese, di realizzare un dizionario monolingue che divenisse il riferimento dell’epoca.
Johnson (1709 – 1784), che oltre ad essere un grande lessicografo era anche poeta, saggista, critico letterario e biografo, accettò l’incarico e affermò che sarebbe riuscito a terminare il progetto in tre anni.

L’Académie Française aveva impiegato quaranta anni per completare il proprio dizionario della lingua francese, e questo nonostante al progetto avessero lavorato contemporaneamente quaranta studiosi. Johnson, sfidando l’Académie, con tono sprezzante dichiarò: “Quaranta per quaranta fa milleseicento. Ecco la proporzione: come tre sta a milleseicento, così un inglese sta ad un francese.”
Non riuscì a terminare l’opera in tre anni, ma la completò comunque in tempi molto ristretti, ebbe bisogno di soli nove anni. Il Dictionary of the English Language vide la luce nel 1755: un volume di grandi dimensioni che costava una cifra equivalente a 350 sterline odierne e che includeva 42.773 voci, alle quali ne vennero aggiunte alcune nelle edizioni successive.

Un’innovazione di grande importanza apportata da Johnson fu quella di illustrare il significato dei vocaboli per mezzo di citazioni letterarie. Nel suo dizionario gli autori più citati erano Shakespeare, Dryden e Milton ed erano presenti circa 114.000 citazioni. Da più parti si è parlato dell’opera non come di un semplice testo di consultazione, ma di una vera e propria opera letteraria tanto che Bate ha definito il Dictionary come “uno dei più grandi successi dell’erudizione e probabilmente il più grande successo mai conseguito da un uomo solo e che abbia lavorato in condizioni svantaggiate di mezzi e di tempo”.

Fino al 1928, anno in cui venne completato l’Oxford English Dictionary (di cui abbiamo parlato nell’articolo del 25 novembre), l’opera di Johnson è stata considerata il dizionario britannico per eccellenza.
Il Dictionary, in quanto fedele registrazione del linguaggio usato all’epoca, ha contribuito a fornire un quadro di riferimento del secolo XVIII ed inoltre ha avuto una grande influenza sulla lingua inglese moderna. L’opera diede a Johnson fama e successo anche se ci volle molto tempo prima che producesse dei guadagni.